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domenica, Settembre 25, 2022

Ce la dobbiamo fare… e ce la faremo. Servono resistenza, flessibilità e sostenibilità intelligenti

Dopo la pausa estiva riprende le pubblicazioni “Leasing Time Magazine”, il mensile di economia, finanza e cultura diretto da Gianfranco Antognoli. Riceviamo e pubblichiamo in anteprima l’editoriale del numero di settembre, nel quale il direttore Antognoli analizza la difficile situazione economica del nostro Paese e indica le basi da cui ripartire.

Ce la dobbiamo fare… e ce la faremo! Resistenza, flessibilità e sostenibilità intelligenti sono ancora di più necessarie per far fronte agli attuali elementi di criticità economica e sociale.

L’Italia deve affrontare e superare gli elementi di crisi in atto e creare nuove condizioni di resistenza, ripresa e nuovo sviluppo sostenibile. Le imprese del nostro Paese (e non solo esse per la verità ma anche le famiglie) debbono affrontare le conseguenze gravi della guerra in Europa, delle sanzioni e di una pandemia che non è certo finita: l’inflazione che non demorde, il rialzo dei tassi di interesse, ma soprattutto il maggior costo delle materie prime, in primis quelle energetiche e alimentari esigono risposte e comportamenti non certo tradizionali e “scontati”.

Le parole d’ordine per cambiare gli assetti produttivi e l’impatto delle più che evidenti negatività sono ancora saggezza, competenza, rispetto e coraggio nella iniziativa imprenditoriale e sociale, richieste in particolare alle autorità di governo centrale ed europeo, comprese ovviamente le autorità regolatorie monetarie. Il PNRR in Italia come ben sappiamo rappresenta una occasione storica e irripetibile per migliorare sostanzialmente le condizioni nazionali, per gli enti pubblici, le aziende e sostanzialmente tutti noi…

Occorre infatti rigenerare il Paese attraverso nuovi, più efficienti strutture pubbliche e private e si tratta di un impegno molto forte da affrontare da parte della “classe dirigente” (governo, parlamento, istituzioni regionali e locali) ma ancheda tutte le componenti produttive e sociali (imprese, banche, attività professionali e componenti sindacali non solo dei lavoratori).

Quello che era stato proposto autorevolmente dal presidente Mario Draghi deve essere, prima ancora che un necessario “patto per lo sviluppo”, un vero e proprio “patto per la resistenza” agli elementi di crisi con tutta la volontà e la determinazione possibili, connesse con flessibilità e sostenibilità, senza inutili fughe in avanti… questo crediamo debba essere non solo l’auspicio ma un vero e proprio disegno complessivo per l’immediato futuro, per traguardare e pilastrare maggiore resistenza e competitività necessarie per superare positivamente la grave situazione critica attuale.

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