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mercoledì, Ottobre 5, 2022

“La Versilia Unificata sarebbe in mano ai partiti e rappresenta un pericolo per preservare territorio e identità del Forte”. Murzi boccia il Comune Unico

Il sindaco di Forte dei Marmi, Bruno Murzi, boccia con fermezza l’idea di un Comune Unico e lo fa con una lettera aperta che è stata pubblicata stamattina, 15 marzo, sia in versione cartacea che online, dai quotidiani La Nazione e Il Tirreno.

“Il Comune Unico della Versilia riappare nel dibattito politico –esordisce Murzi – . Questa idea, propugnata per lo più da ambienti della sinistra democratica, ha sostenitori a volte bipartisan soprattutto al di fuori di Forte dei Marmi e incontra un palese scetticismo da parte dei cittadini del mio comune. L’avversione non è dettata solo da “questioni di campanile” ma trova fondamento, oltre che in una serie di effettive problematiche amministrative e di rappresentanza, nel profondo radicamento della nostra cultura apuana che dal marmo ha tratto le iniziali origini e solo successivamente si è estesa alla spiaggia e al mare. Un argomento di scarso valore politico ma pressante per gli abitanti dei 4 comuni bagnati dal fiume Versilia è dovuto al fatto che qui ben pochi si riconoscono in una Versilia che non sia quella costituita da Stazzema, Seravezza, Pietrasanta e Forte dei Marmi, la “Versilia del Fiume” appunto. Altri ben prima di me, e penso a Manlio Cancogni e a Giorgio Giannelli, hanno propugnato l’esistenza di una Versilia limitata ai confini territoriali dei 4 comuni”.

“Per noi che viviamo a nord del Motrone – sottolinea il primo cittadino di Forte dei Marmi – quello di “Versilia allargata” è un concetto artificioso, dettato solo dalla risonanza turistica, e quindi anche economica, che il nostro territorio ha saputo darsi nel tempo. Viareggio per molti di noi non è Versilia, figurarsi Massarosa e Camaiore. Sono consapevole che questo argomento non può trovare spazio nel dibattito politico attuale il cui fine è quello di valutare l’utilità di fondere sette comuni per creare una cittadina di 160mila abitanti ma argomenti legati alla rappresentanza, alla economia e alla diversità dello sviluppo urbanistico sono invece palesabili e difendibili. Forte dei Marmi, 9 km quadrati di estensione, deve la sua fortuna alla difesa strenua del territorio che, al di là della collocazione politica, tutti negli anni hanno esercitato. Roma Imperiale e Vittoria Apuana sono sorte agli inizi del secolo scorso e il loro aspetto urbanistico è rimasto simile privilegiando o grandi ville con parco o villette con giardino. Completamente diverso l’aspetto urbanistico di Viareggio e Lido”.

“Potrebbe il nostro territorio rimanere uguale – si chiede Murzi – se il comune “Versilia” legiferasse sui futuri piani urbanistici? Potrebbe la rappresentanza fortemarmina, diluita in un comune enorme, avere la forza di tutelare il nostro territorio in maniera così e decisa come fino a oggi abbiamo fatto? E, parlando della nostra rappresentanza, che possibilità avrebbe di essere eletta nell’organo decisionale del nuovo comune?”.

“In effetti  – prosegue il sindaco – sono le forze politiche, in quanto organizzate e strutturate sul territorio, che portano avanti il progetto di comune unico. Esse controllerebbero, attraverso il rigido schema dei partiti, le eventuali rappresentanze dei singoli “quartieri”. Se le forze politiche potrebbero controllare, nel caso di creazione di un comune unico, la formulazione di liste elettorali anche eventualmente rappresentative delle diversità del territorio, le liste civiche locali sarebbero destinate a sparire in un simile assetto e ben difficilmente potrebbero eleggere un loro rappresentante nel consiglio comunale della “Versilia Unificata”. Figuriamoci l’elezione di un sindaco! Non credo che nessuno, se non i partiti, potrebbe essere così forte da far eleggere propri rappresentanti”.

Una Versilia Unificata sarebbe una Versilia normalizzata in mano ai partiti – conclude Murzi – . Queste sono solo alcune delle valutazioni che realtà locali, piccole e specifiche come il Forte, devono prendere in considerazione qualora inizi un percorso verso il Comune Unico. Io di certo mi opporrei. Senza la necessità di un Comune Unico è possibile lavorare, in determinati settori della vita amministrativa (ad esempio il turismo), ottenendo buoni risultati e soddisfazioni per tutti i territori rappresentati”.

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