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giovedì, Settembre 29, 2022

Aumentano i risparmi ma calano prestiti e sportelli. I dati sul credito in provincia di Lucca negli anni della pandemia al centro di un convegno

I dati sul credito nel 2021, appena rilasciati dalla Banca d’Italia saranno il tema al centro del convegno on line “Andamento del credito in provincia di Lucca nel periodo della pandemia” in programma giovedì 21 aprile alle ore 11.

Durante l’incontro si esaminerà e rifletterà sulla posizione della lucchesia rispetto agli andamenti delle province toscane e dell’Italia, soprattutto nel periodo di pandemia nel quale Lucca si è differenziata per andamenti più accentuati sia negli aspetti positivi che negativi, fornendo un importante contributo sullo stato dell’economia provinciale.

Dopo i saluti di Giorgio Bartoli, commissario straordinario della Camera di Commercio di Lucca, sarà Giuliano Dini, già direttore della filiale di Lucca della Banca d’Italia, a presentare l’analisi dei principali andamenti degli aggregati creditizi nell’anno 2021, desumibili dalle informazioni statistiche ufficiali della Banca d’Italia.

Gli sportelli presenti in provincia sono scesi a 170 (chiusi 18 sportelli negli ultimi due anni), con una flessione più marcata delle altre province rispetto al massimo raggiunto nel 2011 (269 unità). La pandemia ha accelerato il cambiamento del modo di operare di risparmiatori e imprese nei confronti degli sportelli bancari, accompagnando la rilevante riorganizzazione territoriale del sistema creditizio, ma ciò è avvenuto a scapito delle posizioni di vantaggio che Lucca aveva: nell’ultimo decennio il sistema bancario ha “abbandonato” anche 4 comuni della provincia.

Le famiglie hanno dovuto affrontare grandi difficoltà per l’incidenza negativa sui redditi, contenendo le spese e concentrandosi – più di altre aree – su quelle maggiormente utili (acquisto beni durevoli e abitazioni), aumentando i risparmi per un futuro considerato pieno di incertezze: nel biennio di pandemia il risparmio bancario (depositi e raccolta indiretta) a Lucca è salito del 13% facendo meglio delle altre province toscane. Analogo andamento presenta la liquidità bancaria delle imprese le quali – pur nella ridotta attività – hanno gestito al meglio il cash-flow e rimandato gli investimenti.

Nonostante le moratorie, i sostegni e le diverse garanzie, i prestiti (escluse le sofferenze) sono invece scesi a 9.211 milioni di euro a fine 2021, con una diminuzione dell’1,2% nei due anni di pandemia, il dato peggiore tra i territori di confronto. Il dato, peraltro, va analizzato nel dettaglio: famiglie, piccole imprese, artigianato e imprese di maggiore dimensione presentano infatti andamenti e caratteristiche diversi. Ciascun settore ha posto in essere una sua politica di resistenza alla crisi, con un ricorso attento e prudente al credito, optando per quello a medio e lungo termine, anche a seguito delle garanzie offerte dal sistema.

Per partecipare è necessario iscriversi, compilando il Form di adesione sul sito della Camera di Commercio. (info: statistica@lu.camcom.it).

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