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giovedì, Settembre 29, 2022

Crisi energetica: la geotermia è una risposta ma non decolla. Confapi chiede l’apertura del tavolo regionale

La geotermia può rappresentare una risorsa importante per affrontare la crisi energetica ma occorre rendere operativo l’apposito tavolo regionale. Un’analisi del problema sarà pubblicata sul  prossimo numero di “Leasing Time Magazine”, il mensile di economia, finanza e cultura diretto da Gianfranco Antognoli.  Nell’articolo – intitolato “Confapi Toscana: improcrastinabile una visione strategica per la geotermia e l’intero indotto Anche la recente crisi legata all’approvvigionamento del gas russo rende urgente e non rinviabile una chiara posizione sulla geotermia” –  l’associazione di categoria Confapi (Confederazione Italiana della Piccola e Media Industria Privata) traccia il punto della situazione e indica le strade per risolvere le problematiche.   

Urge dare una reale operatività al Tavolo Regionale sulla Geotermia. È necessario costruire una visione di distretto condivisa tra i vari attori: istituzioni, categorie economiche e organizzazioni sindacali si pongano l’obiettivo di avviare una sinergia concreta. Confapi, che rappresenta molte delle aziende dell’indotto geotermico, da tempo chiede di condividere una visione strategica per il settore.

Purtroppo il Tavolo, che con forza avevamo richiesto e che finalmente era stato istituito a dicembre 2021, è rimasto di fatto non operativo in attesa che trovasse compimento un percorso avviato tra la regione ed il Ministero. Serve una tempestiva riconvocazione, è necessario che il Tavolo appronti un piano di rilancio della risorsa geotermica, un impegno irrinunciabile per almeno tre ragioni: per sostenere le imprese, per tutelare l’occupazione e per ridurre la nostra dipendenza energetica. La geotermia gioca in Toscana un ruolo di prim’ordine: con circa il 35% della copertura del fabbisogno energetico regionale e l’impegno di migliaia di lavoratori e professionisti, il settore rappresenta un indotto fondamentale per il nostro territorio.

I ritardi di questi anni hanno già compromesso parte del sistema produttivo che gravita intorno alla geotermia, indebolendo le imprese e non valorizzando le potenzialità di una risorsa tanto preziosa. Le imprese si trovano a lavorare in condizioni di costante incertezza. Da anni il comparto, ormai prossimo anche alla scadenza delle attuali concessioni, fronteggia incerte per non dire avverse prospettive normative, si pensi al mancato inserimento della Geotermia nel FER1 e all’ancora atteso FER2, e l’assenza di una palese strategia di sviluppo della risorsa geotermica e di presidio dell’indotto del suo sfruttamento, ne è testimonianza la stessa assenza di un confronto sistematico e congiunto, tra gli attori istituzionali e le parti sociali, e tra questi e le stesse stazioni appaltanti.

Impossibile non rimarcare la sostanziale assenza di un costante dialogo, teso da un lato a stimolare gli investimenti sull’indotto, a promuovere ambiziosi ma stabili criteri di qualificazione delle imprese, l’adozione delle migliori tecnologie disponibili e di elevati standard di sostenibilità e di sicurezza, e dall’altro a garantire il costante coinvolgimento del territorio nell’assegnazione degli appalti.

La situazione generale è poi ulteriormente aggravata dal caro materiali: Confapi infatti segnala la necessità di un intervento della Regione affinché le stazioni appaltanti pubbliche riconoscano quanto prima le compensazioni previste dal Decreto “caro materiali” senza le quali le imprese rischiano un’inevitabile crisi che avrà effetti anche sul quadro occupazionale di tutto il distretto geotermico.

“Sono necessarie risposte concrete in tempi rapidi, serve che il tavolo istituito venga urgentemente messo al lavoro sui contenuti” ha affermato Luigi Pino, Presidente Confapi Toscana, ribadendo una posizione già largamente espressa dalla Confapi e dallo stesso Sindacato, ed auspicando una determinata e tempestiva risposta da parte della Regione.

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