Viareggio, capitale in salita

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La partecipazione alla selezione di Viareggio capitale della cultura apre una riflessione su cosa sia oggi la nostra città e verso quali prospettive possa guardare.
Ho ascoltato l’audizione ed ho cercato sul portale del Comune il progetto presentato e purtroppo non ho trovato materiale significativo per poter avere un’opinione più precisa e puntuale in merito. Sarebbe stato interessante poter leggere nel dettaglio il dossier, peccato non venga reso disponibile a tutti.
Ma andiamo per punti, si evidenzia la location, o setting come dicono i quattro esaminati, per poi arrivare a commentare il motivo ispiratore, cioè la “cultura si sente”, parole, musica e trallallera. Ma quello su cui veramente cascano gli occhiali sul tavolo è quando la commissione giudicatrice nomina i 135 milioni di budget, dicendo che rispetto a tutti gli altri è ben venti, dico venti volte superiore. Questo fa nascere molte domande sulla consistenza del progetto complessivo, quindi scaturisce un pensiero, o a Viareggio navigano nell’oro oppure qualcosa non torna.
Poi, milione per milione il primo cittadino pazientemente snocciola le palanche, arrivando persino a nominare i finanziamenti Pinqua.
Ma una delle chicche da annoverare negli annali è quella della spiegazione sui tre milioni di sponsor dove si cita addirittura il project del mercato ovvero il piazzone, strano modo di intendere la cultura, pare un gran frullatore dove tutto viene miscelato con il risultato di avere un prodotto senza colore e gusto. Tutto converge dentro, l’urbanistica, il piano strutturale, i rifiuti zero, il plastic free e perfino le “cicche” fonte di inquinamento citate dal primo cittadino in evidente difficoltà espressiva.
Infine la domanda finale rigurda cosa effettivamente farete a Viareggio nel 2024 e qua la risposta subodora di evasivo, cioè si ripercorre sinteticamente quanto detto nei 50 minuti precedenti senza entrare nel merito delle iniziative lungo i 12 mesi.
Peccato, davvero peccato, abbiamo investito molte risorse, oltre trecentomila euro ma alla fine come ne ne usciremo? Mi convinceva poco prima e mi convince meno oggi.
Per chiosare ho dato un’occhiata alla presentazione del progetto di Pesaro ed oltre alla presenza dei rappresentanti della Regione e della Provincia si parla di territorio, di rapporto con gli enti limitrofi, di coinvolgimento delle scuole, dal basso… Insomma tutto un altro vedere e un sentire più radicato nelle realtà.
Non solo numeri ma anche impegno, non solo comitato che poi troverà risorse, ma piedi piantati e radicati nella società.
Restano sul campo le vulnerabilità viareggine, un teatro Politeama transennato e diroccato, il teatro Eden chiuso da tempo, le oceaniche di Turcato su cui anche il radar si è arreso. Infine gli impianti sportivi tra l’abbandono e la difficoltà di riacquisto, il palazzo delle Muse da restaurare e le solite tre manifestazioni sbandierate ai quattro venti, l’assenza di una politica congressuale, mai citata, assieme agli scuolabus che dovrebbero portare i bambini nei luoghi deputati alla cultura, le scuole, anche queste mai nominate.
Questo progetto non si capisce, così come non si comprende il filo rosso che collega le opere citate nel dossier con il depauperamento del nostro patrimonio culturale.
Poi la ricorrenza del centenario della morte del Maestro Puccini sembra quasi accantonata, vengono citate le sue donne ma forse su questo sarebbe stato meglio soprassedere.
Speriamoci, sì speriamoci…

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