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venerdì, Settembre 30, 2022

“Bartali: prima tappa”. In scena la storia di “Ginettaccio”, tra corse in bicicletta e sostegno agli ebrei in fuga

“Ginettaccio” come gli amici di Ponte a Ema e del fiorentino lo chiamavano con affettuosa toscanità. “Ginettaccio” come lo apostrofava qualche suo raro detrattore. “Ginettaccio” come soprannominato dai cronisti della carta stampata. “Ginettaccio”, già!  proprio lui, che a 108 anni dalla nascita è ancora in sella alla sua bicicletta “fatta su misura” a girare l’Italia da cima in fondo. E non importa se oggi, tra finzione e realtà, è un giovane a farne le veci, personaggio teatrale inventato da Lisa Capaccioli che manda in scena “Bartali: prima tappa” dove il protagonista si fa chiamare “I’ Bartali” perché “Ginettaccio” è il suo corridore preferito. Lo spettacolo, che ha debuttato all’interno di Radicondoli Festival 2017, sarà riproposto al Cro di Pietrasanta, via Garibaldi, domenica 20 marzo, alle ore 21.30 (per informazioni o prenotazioni per la cena, alle ore 19,30, tel. 329 8496801).

“Bartali: prima tappa” è un monologo. In scena un ragazzo, appassionato di ciclismo, innamorato delle corse e della sua bicicletta. Il giovane protagonista si inventa un “Giro d’Italia” tutto suo: fa parte della rete di assistenza clandestina e ogni giorno si deve occupare di portare abiti, cibo e documenti falsi ad ebrei nascosti nella campagna toscana (come del resto faceva il vero Bartali, medaglia d’oro al valore civile postuma e inserito tra i “Giusti del Mondo” per la sua coraggiosa battaglia durante l’occupazione nazista a favore degli ebrei). E il sogno del nostro “I’Bartali” è di essere proprio come “Ginettaccio”. Il finto Bartali, come quello vero, fa del bene senza che si sappia e sfrutta il talento di saper correre in bicicletta per svolgere la sua ardita missione.

“E’ uno spettacolo che vuole, attraverso la figura di uno dei ciclisti italiani più famosi e significativi, approfondire tematiche storiche connesse agli anni dell’occupazione nazista – dice Lisa Capaccioli, regista e autrice dello spettacolo – . La nostra attenzione si è focalizzata su due elementi: da una parte Bartali, grande corridore e dall’altra la Delegazione per l’assistenza degli emigranti, una rete, prima autorizzata dal regime fascista e poi negata. Bartali faceva parte della rete, perché connesso al Cardinale di Firenze Elia dalla Costa (anche lui membro attivo della Delasem sul territorio toscano) e si occupava di trasportare carte d’identità false nascoste nel telaio e nel manubrio della sua bicicletta da Firenze ad Assisi, passando per Perugia. Essendo un ciclista e dovendosi allenare anche se l’attività sportiva ufficiale era ferma, Bartali aveva la possibilità di viaggiare attraverso le strade senza essere fermato ai posti di blocco, o se fermato, la sua fama gli permetteva di non essere soggetto a troppe domande”.

“È proprio questo percorso – conclude Capaccioli – lo spunto che ha suggerito la struttura dello spettacolo, composto di tappe vittoriose ma silenti. Tappe dense di racconti, descritte attraverso gli occhi curiosi e attenti di un personaggio che si muove in un percorso geografico lungo le strade dell’Italia in guerra sulla via della solidarietà”.

Protagonista della pièce teatrale è l’attore Francesco Dendi. Lo spettacolo è prodotto da Factory TAC una giovane realtà pratese impegnata nel campo della produzione delle arti sceniche. Punto di incontro e di scambio, fucina di idee e catalizzatore di proposte creative.

Giuliano Rebechi

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