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martedì, Settembre 27, 2022

La musica come veicolo di pace: in scena la Bohème del Teatro di Leopoli. Omaggio al mito Solomija Krusceniski

“Come reagire agli orrori delle guerre? All’imbarbarimento della società che ogni giorno ci restituisce immagini inequivocabili di sentimenti di odio tra popoli? Noi pensiamo con la musica… noi crediamo, ancora, che la musica possa essere conduttore di pace e messaggero di solidarietà”. Ed è con questa convinzione e con questo obiettivo che la Fondazione Festival Pucciniano di Torre del Lago ha accolto fuori programma la serata speciale in programma domani, martedì 23 agosto, che vedrà la rappresentazione dell’opera La Bohème del Teatro di Leopoli nel Gran Teatro all’aperto Giacomo Puccini di Torre del Lago.

Una iniziativa dall’alto valore simbolico, un contributo alla ripresa di un Teatro, il celebre Teatro dell’Opera e del Balletto della Città di Leopoli, uno dei massimi monumenti storico-culturali della città che a causa della guerra ha dovuto interrompere le proprie attività ed inviare al fronte tanti dei suoi artisti. La serata, che vede anche la partecipazione dell’Ambasciata d’Italia a Kiev e dell’Istituto Italiano di Cultura, sarà trasmessa in streaming e condivisa con il mondo intero. La serata è stata resa possibile anche grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Il Teatro di Leopoli

Originariamente l’Opera di Leopoli si trovava sull’ex palude del fiume sommerso di Poltva poi è stata spostata in viale della Libertà, il fulcro alberato del centro storico di Leopoli, Patrimonio dell’umanità Unesco situato nel distretto di Halych della città. Fu costruito tra il 1897 e il 1900 e originariamente era chiamato Grand Theatre. Per quattro decenni il teatro fu conosciuto come Teatro Accademico Statale dell’Opera e del Balletto di Leopoli Ivan Franko, essendo stato ribattezzato nel 1956 in onore del famoso poeta e attivista politico della città nel centenario della sua nascita. Nel 2000, l’Opera di Leopoli ha celebrato il proprio centenario con un altro nome, questa volta in onore di una delle figlie native della città, Solomija Krušel’nyc’ka, un rinomato soprano dell’inizio del XX secolo.

Il personaggio

Solomija Krusceniski, definita “la Duse dell’opera”, è stata una cantante lirica ucraina tra le più grandi di tutti i tempi. Una voce unica, una personalità di grande spessore la resero una delle figure di spicco nel mondo della lirica, ma anche una delle donne ucraine più famose al mondo. Ancora oggi viene celebrata e ricordata come una delle personalità più carismatiche della storia del Paese, così come è immensa l’eredità che ha lasciato, sia dal punto di vista artistico che umano.

Solomija era nata a Biliavyntsi, oggi Regione di Ternopil (all’epoca regno di Galizia) in una famiglia di antiche e nobili origini. La sua famiglia era appassionata di musica: sua madre cantava in un coro e le trasmise la passione per il canto. Solomija si distingueva per la voce e il suo era un canto angelico, melodioso, che non passava inosservato. Al canto affiancò lo studio del pianoforte, Fu lei l’interprete del trionfo di Madama Butterfly al Teatro Grande di Brescia dopo che l’opera era caduta alla sua prima al Teatro alla Scala. Era stato Puccini a chiederle di essere lei l’interprete e Salomea aveva preso molto sul serio questo impegno, tanto da trascorrere tre mesi a ripassare la parte, indossando perfino gli abiti di scena per immedesimarsi ancor più nel suo personaggio.

Dopo il grande successo di Madama Butterfly a Brescia (28 maggio 1904) Salomea decide di stabilirsi a Viareggio dove conobbe Cesare Riccioni sindaco di Viareggio. E i due si sposarono a Buenos Aires dove lei si esibiva nel 1910. Gli anni, fino al 1938 (data di morte di Cesare Riccioni) li vissero tutti a Viareggio. Poi lei, rimasta vedova, donò la sua ampia biblioteca al comune e chiese di poter tornare a Leopoli, sua regione natale. La accontentarono poiché era una celebrità e le dedicarono il teatro nazionale. Purtroppo quelli furono anni nefasti, prima i nazisti poi i sovietici le impedirono di tornare in Italia, nell’amata Viareggio e così nel 1952 morì lontana. Anche se fu tumulata, dopo un immenso corteo funebre, in una monumentale tomba.

Informazioni

La Bohème è uno dei titoli d’opera in testa alla classifica delle opere più rappresentate al mondo, il capolavoro in cui Mimi è la struggente vittima della sorte, che la fa vivere povera, sola, malata, innamorata infelice e che muore tragicamente di tisi. Al Festival Puccini, la Bohème si conferma sempre tra i titoli più apprezzati, e sarà in scena martedì 23 agosto (ore 21.15) con una produzione del Teatro di Leopoli.

Per acquistare i biglietti: tel. 0584-359322; www.puccinifestival.it. Biglietti da 125 (gold) a 19.50 euro.

Gran Teatro all’aperto Giacomo Puccini
LA BOHEME
Scene liriche in quattro quadri su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica
Musica di Giacomo Puccini
Omaggio a Solomija Kruscelnytska a 150 dalla nascita
produzione Lviv National Opera
Teatro Accademico Nazionale di Opera e Balletto di Leopoli Solomija Kruscelnytska
con il contributo straordinario di
Ministero degli Esteri e Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca
Regia – Giuseppe Visciglia
Maestro concertatore e Direttore – Ivan Cherednichenko
Mimì Liudmyla Korsun
Rodolfo Mykhailo Malafii
Musetta Marianna Tsvietinska
Marcello Petro Radeyko
Schaunard Yurii Shevchuk
Colline Taras Berezhanskyi
Benoit Dmytro Kokotko
Alcindoro Yurii Tritsetskii
Parpignol VitaIii Rozdaihora
Sergente dei doganieri Oleksii Kuvitanov
Un doganiere Yuriy Andrukhovych
Scene Mykhailo Ryndzak
Costumi Oksana Zinchenko
Disegno luci Olexandr Mezentsev
Assistente alla regia – Maryna Karkach
Orchestra e Coro Lviv National Opera
Maestro del Coro Vadym Yatsenko
Coro delle Voci Bianche del Festival Puccini
Maestro del Coro voci bianche Chiara Mariani

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