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giovedì, Giugno 20, 2024

La Resistenza a Viareggio raccontata da Tobino. “Il clandestino” che vinse il Premio Strega, un libro da ristampare

Senza molto clamore nel 2014 negli “Oscar Mondadori” riapparve in libreria “Il clandestino” di Mario Tobino, pubblicato nel 1962 vincendo subito il “Premio Strega”. Avere quindi oggi la possibilità e la volontà di rileggerlo dopo oltre sessant’anni dalla prima edizione od a quasi dieci anni dalla seconda, non solo costituisce una valida riproposizione di questo autore che è un po’ la pietra miliare della narrativa italiana della seconda metà del secolo scorso, ma rappresenta anche e soprattutto una valida e ben precisa testimonianza sulla sua città nel momento più oscuro della recente storia italiana.

Se infatti “Lungo la spiaggia e di là dal molo” Viareggio era quella della sua giovinezza e quindi dei suoi vividi ricordi, in questo volume è quella reale vissuta in prima persona fra il 1943 e il 1944. Ma c’è da fare un’ulteriore considerazione, perché “Il clandestino” è un romanzo al di fuori della sua tradizionale linea narrativa e uscito in libreria dopo sei anni di gestazione sugli appunti presi in quel tragico periodo.

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Poesie, racconti e, soprattutto, con alle spalle quel grande successo di vita vissuta in manicomio come psichiatra, cioè quel capolavoro di “Le libere donne di Magliano” e poi con l’autobiografico “La brace dei Biassoli”, con “Il clandestino” affronta un racconto che si distacca totalmente non solo dalle precedenti esperienze, ma anche da quelle successive. Infatti al di sopra e al di fuori di quanto accadde prima e dopo l’uscita in libreria, “Il clandestino” costituisce lo spartiacque nella produzione letteraria del medico-scrittore. Come del resto ha scritto Paola Italia nell’introduzione dell’ultima edizione: “Si potrebbe dire che, là dove il romanzo non aveva colpito la critica, aveva colpito i poeti e aveva colpito profondamente l’ animo dei lettori, che furono molti e appassionati: in quindici giorni venne esaurita la prima edizione (siamo nel luglio 1962, ndr.) è già andata stampata la terza”.

A questo punto diventa quindi molto importante che dopo mezzo secolo dalla prima uscita in libreria e dopo circa un decennio dalla seconda, crediamo che questo importante volume sulla Resistenza a “Medusa” (Viareggio per la cronaca) venga di nuovo riproposto ai lettori, in particolare a quelli della sua città, perché una cosa è la rievocazione ufficiale (retorica in primo luogo) di un evento eccezionale quale ebbe ad essere la Liberazione, mentre un’altra è riviverla con la testimonianza diretta di coloro che – sia pure sotto altri nomi – combatterono i nazi-fascisti.

I protagonisti de “Il clandestino” purtroppo oggi sono tutti scomparsi, ma all’epoca della sua prima edizione erano in gran parte tutti vivi, per cui non c’è una virgola che non sia al suo posto. Ecco così una storia non vissuta con gli occhi del ricordo, ma vissuta nella realtà di quegli anni che dopo il lungo e deleterio oscurantismo fascista, si tornava a respirare l’alito della libertà conquistata con tanto dolore e tanto sangue.

Con questo riteniamo indispensabile un’ulteriore ristampa di questo libro eccezionale, se non altro per ricordare con un capolavoro letterario l’anniversario della Liberazione di Viareggio, avvenuta il 16 settembre 1944.
Mario Pellegrini

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