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martedì, Aprile 16, 2024

Le opere di Sandro Luporini resteranno a Viareggio per essere esposte in Palazzo delle Muse

Il Comune acquisirà le opere di Sandro Luporini per poi esporle nel Palazzo delle Muse. La notizia è stata anticipata stamattina da “La Nazione” e oggi lo ha annunciato il sindaco Giorgio Del Ghingaro sulla propria pagina Facebook.

“Luporini è un signore schivo – scrive il primo cittadino – . Qualche mese fa ha partecipato all’inaugurazione della sua personale, alla Gamc e per tutti è stato un regalo. Un privilegio parlargli, una fortuna averlo vicino. Di Viareggio ha la forza e il distacco ironico con cui guarda il mondo. Ma anche la meraviglia delle piccole cose: la vista di una vela spiegata, il respiro di un fiato di vento. Luporini è un personaggio vero, un artista unico, un paroliere che ha segnato e raccontato l’Italia”.

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Poi l’annuncio: “Le sue opere, quadri, litografie, dipinti, manifesti, foto, resteranno per sempre a Viareggio: finita la personale abbiamo preso accordi con l’associazione che li possiede e li cura. Li acquisiremo e li metteremo in mostra nelle stanze della Gamc che guarda il mare, dal secondo piano del Palazzo delle Muse. Sospesi, come il palazzo stesso, fra mare e cielo, nell’atmosfera tutta viareggina che Luporini conosce ed evoca”.

“Luporini dicevo è un signore schivo – conclude Del Ghingaro – . Ma sono certo che ci perdonerà e vorrà esserci, quando faremo una grande festa in suo onore, e daremo il suo nome a quelle stanze”.

Biografia artistica in sintesi

Sandro Luporini nasce a Viareggio il 12 luglio 1930. Studia ingegneria all’Università di Pisa. Nel 1953 lascia gli studi per dedicarsi alla pittura e va a Roma dove frequenta la Scuola libera del nudo (1953-’55). Poi si trasferisce a Milano e si lega alla Galleria Bergamini. Allestisce mostre personali nel 1958, 1959 e 1961 e partecipa a importanti mostre collettive. Entra a far parte del gruppo di pittori definito da Marco Valsecchi del “Realismo esistenziale”.

Di particolare significato è la mostra che si tiene nel 1959 alla Galleria Bergamini: Giuseppe Banchieri, Gianfranco Ferroni, Sandro Luporini si autopresentano in catalogo. In questo periodo milanese incontra Giorgio Gaber, cantante e interprete originale, con il quale inizia una collaborazione nella scrittura dei testi che a partire dal 1970 darà vita alla lunga stagione del “Teatro-Canzone”, degli spettacoli teatrali di prosa “d’evocazione” fino agli ultimi album registrati in studio. Un’esperienza unica nel genere: un teatro di intervento, di considerazioni sull’oggi, che per il linguaggio e i contenuti si è spesso rivelato anticipatore di importanti istanze sociali. Un sodalizio artistico, quello di Gaber-Luporini e un legame di profonda amicizia che durerà fino al 2003, anno della scomparsa di Gaber.

Nel 1964 si lega alla Galleria d’arte Il Fante di Spade di Roma e Milano insieme a un gruppo di qualificati artisti. Oltre a Luporini ne fanno parte Mac Garrell, Perez, Ferroni, Aillaud, Vespignani e Guerreschi. Risiede a Milano sino alla fine degli anni Settanta, poi torna a vivere a Viareggio, pur mantenendo stretti contatti con Milano.

Intorno al 1980 partecipa al gruppo di pittori “La Metacosa”, presentato da Roberto Tassi in diverse città italiane. Nel 1983 l’amicizia con Adriano Primo Baldi, presidente dell’Adac (Associazione Diffusione Arte Cultura) di Modena, si trasforma in rapporto di lavoro e Luporini affida all’associazione modenese tutta la sua produzione pittorica e l’organizzazione dell’attività espositiva. Nel 1985 tiene una mostra personale al Palazzo dei Diamanti di Ferrara, con la presentazione di Pier Carlo Santini.

È del 1986 il primo catalogo monografico sull’opera di Luporini edito dall’Adac, con testi critici di Pier Carlo Santini, Franco Solmi, Roberto Tassi. Nel 1989 viene pubblicato il secondo catalogo monografico Adac con la presentazione di autorevoli critici: Elvira Cassa Salvi, Giorgio Mascherpa, Pier Carlo Santini, Vittorio Sgarbi, Franco Solmi, Roberto Tassi. Questo nuovo catalogo accompagnerà le mostre personali di Luporini nelle maggiori città italiane. Nel 1992, tiene una mostra antologica al Palazzo Ducale di Mantova e nello stesso anno è scelto per la mostra “Omaggio al Maestro” dal Premio Viareggio-Rèpaci che gli allestisce una personale a Villa Borbone; in questa occasione la prima rete Rai trasmette un’intervista al maestro Luporini e un servizio televisivo sulla sua opera.

Nel 2001, allo “Spazio Oberdan” di Milano, viene presentata una sua mostra personale di 140 opere a cura di Vittorio Sgarbi. Nell’occasione l’editore Mazzotta pubblica un catalogo con 19 testimonianze dei maggiori critici italiani. In catalogo 140 oli e tecniche miste e 20 fotografie di Franco Fontana che ritraggono l’artista. Ancora nel 2001, la Provincia di Lucca gli dedica una nuova esposizione antologica dal titolo “La tensione dello sguardo”, in mostra al Palazzo Ducale. Nel 2002, la GAM (Galleria d’Arte Moderna) di Brescia, unitamente alla rivista “Stile Arte”, dedica a Luporini una mostra comprendente opere dal 1982 al 2002. La rivista “Stile Arte” pubblica un’intervista a Luporini di Maurizio Bernerdelli Curuz, che spazia dai temi del lavoro pittorico alla scrittura degli spettacoli teatrali di Giorgio Gaber. Nel 2003, realizza a Pavia, per le Edizioni Cardano, “La tensione dello sguardo”, opere inedite degli anni 2001-2003. Nel 2004, sempre con l’Adac, espone all’Università Bocconi di Milano e partecipa alla collettiva “Fenomenologia della Metacosa”, allestita allo Spazio Oberdan di Milano, a cura di Philippe Daverio.

Nel gennaio 2005, il Comune di Pisa promuove una serie di incontri e iniziative artistiche sull’opera di Sandro Luporini; una serata-spettacolo, con la regia di Sergio Staino, presentata da Daria Bignardi, alla quale prendono parte, tra gli altri, Adriano Sofri, Dario Fo, Franca Rame, Alessandro Benvenuti, Paolo Hendel, Mauro Pagani, David Riondino, Paolo Rossi, Mario Spallino, Giulio D’Agnello, e gli Oblivion Lorenzo Scuda e Davide Calabrese. Evento centrale è l’esposizione “Metafisica del quotidiano”, allestita al Teatro Verdi, con la presentazione di Philippe Daverio, ripresa da Rai Uno. La mostra viene accompagnata da un catalogo in due volumi: uno dedicato alla pittura e l’altro all’attività teatrale con Giorgio Gaber, “Immagini, parole e note nell’opera di Sandro Luporini”, edizione Adac.

Nel 2006, nell’ambito della mostra personale al Palazzo Ducale di Massa, Philippe Daverio tiene una conferenza sull’opera di Sandro Luporini. Nel 2010, Luporini espone nel contesto della manifestazione “Bologna si rivela” – un progetto a cura di Philippe Daverio –, con una conferenza-spettacolo alla quale partecipano lo stesso Daverio, Alessandro Bergonzoni, Francesco Guccini e Christopher Daverio. Dal 10 giugno all’11 settembre 2016, al Museo Romano, Terme di Diocleziano promossa dal Ministero per i Beni in collaborazione con l’Adac, tiene una grande mostra ideata e curata da Philippe Daverio, La Rai trasmette un incontro tra Sandro Luporini, Philippe Daverio e Corrado Augias.

Nel 2018, a cura di Philippe Daverio, inaugura una mostra promossa dal comune di Follonica presso la Pinacoteca. Nel corso dell’esposizione Massimo Bernardini tine una conferenza intervista a Sandro Luporini; Philippe Daverio sul tema della mostra: “Dipingere l’ansia per dipingere la storia” tiene un’altra conferenza sull’opera pittorica del maestro.
Infine, l’omaggio alla Gamc (Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea) dal 22 ottobre 2022 al 15 gennaio scorso, dove è stata allestita la mostra “Dipingere l’ansia per dipingere la storia – Libertà è partecipazione”, ideata e curata da Philippe Daverio, con aggiornamenti di Giuseppe Cordoni.

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