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domenica, Settembre 25, 2022

Straccali, maschere ed emozioni: la retrospettiva di Renato Santini alla Gamc

“Straccali, maschere ed emozioni nella pittura di Renato Santini” è stata inaugurata il 16 maggio scorso presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (GAMC) di Viareggio. Si tratta di una mostra in cui vengono esposte 52 pitture ad olio in cui, come si legge nel titolo dell’esposizione, si condensa il complesso ed articolato mondo pittorico di quello che – a prescindere dall’ amicizia – è stato allievo del più rinomato Lorenzo Viani: cioè l’artista viareggino per antonomasia. L’iniziativa di riproporre un’antologica di Renato Santini è stata possibile realizzarla per l’impegno dell’Associazione “Maestri d’Ascia e Calafati” e della “Fondazione Sgro”, oltre ovviamente ai successori del pittore ed a diversi cittadini che hanno concesso agli organizzatori le opere in loro possesso.

Nato a Viareggio il 16 giugno 1912 ed ivi morto l’8 febbraio 1995, sin da giovanissimo si dedicò alla pittura con particolare riferimento a soggetti marini ed a quanto vi faceva specifico riferimento. Senza dimenticare le sue pitture d’impronta carnevalesca, data la vicinanza con i così detti “maghi della cartapesta”, con cui più volte ha collaborato, come non ha fatto mancare la sua consulenza nella realizzazione di scenografie cinematografiche e televisive. Per dire della sua notorietà in campo nazionale è necessario sottolineare che diverse volte ha esposto alla “Quadriennale di Roma”, che il dipinto “Donne di marinai” del 1934 venne acquistato dal “Museo d’Arte Moderna” di Palazzi Pitti di Firenze, che un suo autoritratto è nella collezione della “Galleria degli Uffizi” sempre di Firenze, che “Pesce sulla riva” del 1959 è visibile presso il “Museo Civico Giovanni Fattori” di Livorno, mentre “Ragazzo dai capelli rossi” è esposto presso la “Galleria d’Arte Moderna” di Genova. Senza contare che sue opere si trovano in musei pubblici o presso collezionisti privati.

“Per anni a fianco di Lorenzo Viani, del quale ha ereditato più una certa etica professionale che la personale rielaborazione dell’immagine, Santini nella sua coerente fedeltà ai moti genuini dello spirito e nella comunione con gli oggetti e con le immagini della quotidianità, pur appartato e meditativo, è stato buon osservatore degli eventi che hanno trasformato e che continuano a modificare la nostra società”: così si legge nella presentazione della mostra. Che poi conclude affermando che “nel tempo “Santini si è conquistato la stima dei più attenti osservatori della cultura, da Renato Guttuso a Mario De Micheli, da Arturo Martini a Raffaele De Grada, da Marcello Venturoli a Silvio Micheli, Da Mario Tobino a a Giorgio Seveso, da Gianfranco Bruno a Pietro Pacini e finire a Vittorio Sgarbi”. Renato Santini è quindi stato capace di fare uscire la sua viaregginità dall’area territoriale per acquistare un posto al sole in campo nazionale, sia per la sua opera pittorica che per le collaborazioni nel campo della “settima arte” (cioè il cinema) e della televisione. Un posto di tutto rispetto nel campo dell’arte figurativa, e non solo, a prescindere dall’influenza di Lorenzo Viani se mai c’è stata.

Un personaggio, quindi, di cui Viareggio deve andare fiera e che con questa antologica gli sta rendendo omaggio a 110 anni dalla sua nascita ed a 27 anni dalla sua morte.
Mario Pellegrini

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