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lunedì, Marzo 4, 2024

Tutela della filiera della pesca: la Guardia Costiera lancia l’operazione “SpINNaker”. Sequestri e locali chiusi

La Guardia Costiera conferma il proprio impegno nella vigilanza sulla filiera della pesca. Un’attività continua – in dipendenza funzionale dal Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste – che ha lo scopo di verificare il rispetto delle vigenti disposizioni nazionali ed internazionali in materia di tutela delle risorse ittiche e dell’ambiente marino.

In occasione dell’incremento di domanda dei prodotti ittici che si registra in prossimità delle festività natalizie, la Guardia Costiera ha rafforzato il proprio impegno nel contrasto alle attività di pesca illegale, allo scopo di scongiurare tutti quei comportamenti illegali che compromettono il prodotto ittico, soprattutto “Made in Italy”.

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L’operazione complessa “SpINNaker” (INN è l’acronimo di Pesca Illegale Non dichiarata e Non regolamenta) è in corso in questi giorni su tutto il territorio nazionale e si protrarrà fino al mese di febbraio. In campo sono schierati donne e uomini della Guardia Costiera impegnati in controlli, sia a terra che in mare. Tre le fasi dell’operazione in corso: una prima fase detta di “analisi”, che ha avuto luogo dal 13 al 30 novembre ed è servita a individuare i “target” di interesse, individuando le unità navali e gli operatori commerciali destinatari di un’eventuale verifica durante l’attività operativa; a questa ha poi fatto seguito una seconda fase “operativa” – dal 1° al 15 dicembre -, che ha permesso di attuare un contrasto diretto alle attività di pesca illegale, attraverso l’esecuzione delle verifiche preventivamente pianificate; infine, seguirà una terza fase durante la quale, in considerazione del particolare periodo dell’anno e della specificità delle realtà locali, i Comandi territoriali potranno orientare meglio la loro azione di controllo.

“L’obiettivo principale – spiega la Guardia Costiera – è quello di prevenire, individuare e contrastare qualunque forma di illegalità che possa pregiudicare in maniera significativa gli stock ittici e alterare il principio di leale concorrenza sul mercato a causa di comportamenti disonesti, che possano indebolire anche la capacità del cittadino di autodeterminarsi correttamente nella scelta del prodotto ittico. Un’operazione questa che tutela anche la maggioranza degli operatori del settore che agiscono nel rispetto della normativa e garantiscono prodotti di elevata qualità, primi fra tutti quelli provenienti della pesca italiana artigianale e costiera”.

Il dispositivo messo in campo – coordinato a livello nazionale dal Centro di Controllo Nazionale Pesca del Comando Generale della Guardia Costiera di Roma, e articolato a livello territoriale sui Centri di Controllo Area Pesca (CCAP) delle 15 Direzioni Marittime regionali – ha portato, ad oggi, all’effettuazione di 10.850 controlli e che consentiranno agli italiani di acquistare sul mercato prodotti ittici sicuri garantiti.

Questi i dati salienti:

  • 636 illeciti tra amministrativi e penali,
  • 211 attrezzi da pesca sequestrati,
  • 6 esercizi commerciali chiusi,
  • sanzioni pecuniarie che ammontano a oltre 1 milione di euro,
  • un totale di 218 tonnellate di prodotto ittico sequestrato.

“Numeri – prosegue la nota – che rientrano nello sforzo complessivo posto in essere nel corso del 2023 dalla Guardia Costiera nella sua funzione di controllo del settore della pesca, in linea con gli obiettivi proposti dal Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste. Nel 2023, infatti, è di oltre 7,5 milioni di euro l’importo totale delle sanzioni comminate, con oltre 500 tonnellate di prodotto irregolare sequestrato. Ma non solo. Nel corso dell’anno l’azione di contrasto alla pesca illegale ha permesso di effettuare sull’intero territorio nazionale circa 110.000 verifiche e ispezioni approfondite sia in mare che lungo la filiera commerciale: dall’analisi dei dati è risultato che la maggior parte degli illeciti è avvenuto nell’ambito della tracciabilità del pescato, a causa di prodotti ittici non genuini (etichettati come “nostrani”) o non etichettati, spesso provenienti dall’estero.

Anche nell’ambito della Regione Toscana i militari della Direzione Marittima, guidata dall’Ammiraglio Angora, sono stati impegnati nelle attività di controllo. 8 tonnellate e mezzo di prodotti ittici sottoposti a sequestro, 63 operatori multati per un totale di circa 100mila euro di sanzioni e circa 70 illeciti di natura penale e amministrativa, questi i numeri dell’attività svolta.

Particolare menzione merita il sequestro di 6.000 Kg di gambero rosso e viola importati dalla Turchia, rinvenuti presso un deposito di stoccaggio di Livorno e inseriti nel circuito commerciale nazionale con documenti risultati non idonei ad attestare pienamente la legalità del pescato in conformità alle leggi internazionali. Analoga sanzione è toccata al Comandante di un peschereccio di Porto Santo Stefano che è stato sanzionato per aver pescato i predetti gamberi pur non essendo in possesso della speciale autorizzazione ministeriale necessaria per poter pescare la predetta specie.

Inoltre, in tre distinti casi, i militari di Livorno, Piombino, Rio Marina e Porto Azzurro, durante le attività ispettive eseguite congiuntamente ai funzionari del Dipartimento – Unità Sicurezza alimentare – della prevenzione dell’Azienda U.S.L., hanno riscontrato diverse tipologie di illecito che hanno condotto alla chiusura temporanea di un minimarket alimentare di Vinci, di un ristorante di Capoliveri e del deposito di un ristorante di Campiglia Marittima.

“L’intensa attività – conclude la Guardia Costiera – , iniziata all’inizio del mese di dicembre, proseguirà durante tutte le festività natalizie, prevedendo, senza sosta, il controllo di tutte le fasi della filiera ittica”.

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