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domenica, Settembre 25, 2022

Dopo Miracolo a Milano ci si deve aspettare un Miracolo a Viareggio? Fabrizio Miracolo si lancia in pista se a Del Ghingaro non restasse che presentarsi a Lucca

A Viareggio non manca proprio niente: Carnevale, sole, mare e un romanzo che di letterario ha ben poco ma assomiglia di più alle vignette della Settimana Enigmistica che invitano a risolvere i casi del signor Proteus. Proteus è abilissimo nei travestimenti ma molto pasticcione e il gioco passatempo consiste proprio nel riuscire ad indovinare gli  errori compiuti del protagonista: naturalmente la soluzione la si trova poi a  pagina 46. A Viareggio la pagina 46 non c’è e quindi bisogna attendere o confidare di aver scoperto cosa non va nel travestimento di Proteus. In questo nostro caso, periodico ormai da mesi, è attendere: che Del Ghingaro scelga e chiarisca il suo futuro, magari dopo aver parlato con Enrico Letta o con la Bonafè; che qualche Troiso di turno si proponga di far da stampella garantendo al sindaco di non essere più ‘se stesso a sostenere la maggioranza’.

Molti, compreso Fabrizio Miracolo, si augurano che il Pd e i suoi tre consiglieri rientrino nella maggioranza. Ci pare di capire, a meno di un ulteriore commissariamento viareggino del Pd – sarebbe il terzo in pochi anni e non darebbe davvero titoli di merito ai precedenti commissari  – che ciò non è escluso ma presuppone un chiarimento: così hanno scritto i rappresentanti del Pd locale.

Bene, noi ci auguriamo che tale chiarimento ci sia ma ci preme sottolineare alcuni nodi che il chiarimento dovrebbe sciogliere: innanzitutto i metodi di direzione dell’Amministrazione che non potrebbero più essere imperniati su una sorta di ‘padre padrone’ ma si dovrebbero ricostruire su una dialettica politica democratica, tra alleati alla pari. Non più gli amici degli amici, coloro che ‘vendono la pelle’ ma sintesi che partono dal confronto e che si aggiornano sula base dell’evoluzione delle situazioni. Secondo, bisognerebbe lasciare da parte la politica del ricatto istituzionale: ai tavoli, musei, parchi, porti, smaltimento rifiuti, organismi comuni, si propone, ci si misura sulla base delle idee e delle soluzioni e si accettano le mediazioni che saranno possibili volta per volta. Ergo si rientra subito nel sistema museale.

Altra questione di metodo e di sostanza al tempo stesso: per ogni problema si consultano le categorie e le loro rappresentanze, si ascoltano i comitati e le associazioni e si cerca di ricostruire una sintesi positiva ed unitaria a partire dal ripristino di un tavolo di confronto con la Cgil e più in generale con i sindacati. Altri punti di chiarimento non potrebbero che essere quelli legati alle politiche ambientali e ai vari progetti viari, sui quali si impone una riflessione sulla loro effettiva necessità, opportunità e praticabilità.

Poi ci sono le politiche sociali e il reintegro di Federica Maineri al suo posto di assessore e di vice sindaco. Se il Pd regionale affida il suo futuro in Toscana e in Provincia di Lucca esclusivamente ai risultati elettorali immediati e non è in grado di avere una propria coerente visione e linea politica, allora è un altro discorso: allora il Pd ha già perso, Del Ghingaro o non Del Ghingaro!

Altro aspetto davvero inquietante la dichiarazione di Del Dotto, oggi dirigente del Pd Versiliese, che sostiene, in sostanza,  che “il problema è dei pd viareggini e noi non entriamo nel merito perché rispettiamo la loro autonomia”. Siamo rimasti interdetti e sgomenti: come può un dirigente e un organismo dirigente versiliese non occuparsi di quello che succede nel Comune più grosso e con un peso non indifferente nel sistema versiliese? E dopo che la questione è divenuta questione regionale con tanto di articoli e commenti? Che razza di partito è quello i cui organismi sovracomunali rinunciano ad avere un’opinione, una politica, una prospettiva e un programma che dovrebbe essere la sintesi delle articolazioni territoriali?

Questa mi pare una visione della politica tutta equilibrismo, del si dice e non si dice, del qui lo dico e qui lo nego, del tatticismo esasperato. E’ tutto quello che porta lontano dai problemi di tutti i giorni, dalla gente e dalle soluzioni che andrebbero individuate e perseguite e che sono ben più importanti del gioco subdolo e meschino che si sta svolgendo sopra una città che vanta una storia, una cultura e tradizioni democratiche molto forti. Ci verrebbe da dire: vergogna!

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