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giovedì, Settembre 29, 2022

Caro gasolio, gli autotrasportatori rischiano di fermarsi a causa dei costi

Cresce l’allarme sul futuro dell’autotrasporto. “E’ l’ora di finirla con le speculazioni – afferma Roberto Favilla, direttore di Confartigianato Imprese Lucca – . Ad oggi ancora non è arrivata dal Governo una proposta che possa compensare il caro carburanti che sta facendo chiudere le imprese. Dalla vice ministra Bellanova, solo un vago riferimento ad un futuro provvedimento del Governo  che dovrebbe essere emanato per ridurre l’impatto del caro – gasolio sulle imprese, pare attorno ai 15 centesimi per litro, assolutamente insufficienti a soddisfare i trasportatori anche se si prevede un ulteriore calo del gasolio alla pompa vista la riduzione del costo del petrolio”.

“Di fronte ad un fermo proclamato dal comparto – prosegue Favilla – è stato convocato dalla Bellanova nuovamente il tavolo degli autotrasportatori che pare prosegua ad oltranza. Chiediamo, con forza, anche la riduzione delle accise, almeno della metà ed una serie di norme, che da anni vengono caldeggiate  dalla categoria come: esigibilità clausola gasolio: adeguamento automatico del costo del servizio di trasporto con il costo del gasolio per rincari oltre il 2%; costi di esercizio obbligatori per contratti verbali; rafforzamento della norma sui termini di pagamento con autorità certa di controllo; regolamentazione efficace delle soste e delle attese al carico si chiede la certezza della sanzione per il mancato rispetto; tavolo delle regole per l’accesso al mercato ed alla professione dell’autotrasporto: mancanza di autisti”.

“Qualcuno dirà che sono interventi che stiamo chiedendo da decenni – sottolinea il direttore di Confartigianato – , portati avanti da quelle stesse  persone che siedevano allora ai tavoli delle trattative con il governo, ma sempre attuali. Alla vice ministra Bellanova, che sa cosa vuol dire essere vessata per anni nei diritti più elementari del lavoratore, da una paga commisurata alle prestazioni rese, alla sicurezza di una data per la riscossione del compenso, chiediamo che si cali appieno nelle difficoltà degli autotrasportatori. La buona volontà gli autotrasportatori l’hanno dimostrata con la pandemia e con il servizio reso al Paese, anche ora lo stanno facendo, ma in questo momento ciò che accadrà non dipende più da loro ma dal fatto oggettivo che non hanno più soldi per fare rifornimento di carburante”.

Quanto al futuro, “non ha ormai più senso indire un “fermo” dell’autotrasporto, perché saranno gli stessi camionisti a stare fermi  perché hanno i serbatoi dei loro mezzi vuoti e non hanno più soldi per riempirli con la cassa integrazione che incombe sui lavoratori dipendenti. Vice ministro Bellanova, tocca a Lei cercare di “ribaltare” una situazione che potrebbe sfociare in forti tensioni sociali, visto il ruolo che il comparto svolge, ogni giorno, per l’economia del Paese. Da tempo il Governo era al corrente grazie alle associazioni di categoria dell’aAutotrasporto di quali erano i problemi, da decenni sappiamo di dipendere per il carburante da altri Paesi, ma niente è stato fatto per risolvere la problematica compreso combattere eventuali situazioni speculative”.

Roberto Favilla conclude dicendo che “la soluzione non sta neppure nei ‘crediti d’imposta’, perché questi gli operatori li vedranno forse tra un anno e mezzo, servono misure concrete, tangibili, immediate, cioè serve una sconto alla pompa per gli autotrasportatori immediato e non di 15 centesimi”.

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