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lunedì, Marzo 4, 2024

Festival di Pieve a Elici, il promotore Marcello Parducci lascia gli incarichi nell’Associazione Musicale Lucchese

A prescindere dal fatto che è caratterizzata dalla monumentale chiesa romanica di San Pantaleone, la più antica della zona, se la località di Pieve a Elici si è conquistata una fama al di sopra e al di fuori della sua collocazione geografica, lo si deve ai concerti di musica classica che ogni estate vengono eseguiti dai più celebri artisti italiani e stranieri. Ma se tutto questo è potuto accadere, lo si deve a una persona che, fino a quando ha potuto, ha messo anima e corpo per far diventare questa stagione musicale un “unicum” irripetibile, e per di più in un comune come quello di Massarosa che non solo già vanta un’altra stagione musicale nel paese di Corsanico – tendente alla valorizzare del seicentesco organo “Vincenzo Colonna” – ma addirittura un concorso pianistico internazionale che richiama giovani musicisti da tutto il mondo.

Ebbene, se ciò è potuto accadere lo si deve ad una persona che per le stagioni musicali di Pieve a Elici ha dedicato la propria vita: Marcello Parducci che, da appassionato di musica classica, prima è stato consigliere e poi presidente dell’Associazione Musicale Lucchese, che ha fatto del festival uno dei “cavalli da battaglia” nei suoi programmi per la diffusione della cultura musicale in tutta la provincia di Lucca.

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E questo è un riconoscimento tanto più doveroso in quanto, prima la pandemia e poi problemi di salute, lo hanno forzatamente estromesso dal timone di questa manifestazione musicale che aveva raggiunto livelli artistici come mai prima nell’ambito non solo della Versilia, ma anche della Provincia di Lucca, e non solo. Ora però è stato costretto a dare le dimissioni da tutti gli incarichi che aveva nell’Associazione Musicale Lucchese e di conseguenza dall’organizzare la sua creatura, anche se ultimamente lo stava facendo dietro le quinte.

Quindi è ovvio che il passaggio del testimone nell’organizzazione della stagione musicale di Pieve a Elici è ora nelle mani dell’Associazione Musicale Lucchese che nelle persone del presidente avvocato Marco Cattani e del direttore artistico maestro Simone Soldati la sta portando avanti con lo stesso impegno profuso da Marcello Parducci.

In questa occasione ci piace pensare che Parducci, con il suo taccuino ricco di nomi di solisti e di ensemble di fama nazionale e soprattutto internazionale, possa facilitare le scelte che verranno prese per continuare sulla scia della consolidata tradizione. Non bisogna infine dimenticare che con la sua gestione, nell’abside di una chiesa che possiede una rarissima acustica, si sono esibiti – fra gli altri – violinisti del calibro di Marco Rizzi, Francesca Dego, Kiril Troussov, Massimo Quarta, Valery Sokolov, Natasha Korsakova e Pavel Berman; violoncellisti come Mario Brunello, Enrico Dindo e Alain Menieur; pianisti come Andrea Lucchesini, Pietro De Maria, Giuseppe Albanese, Mariangela Vacatello, Leonora Armellini e Maria Perrotta; il clarinettista Alessandro Carbonare; il complesso “Otto d’archi della Scala” con Laura Marzadori primo violino (oggi primo violino della “Filarmonica della Scala”), ed i quartetti “I virtuosi”, “Di Venezia”, “Della Scala”, “Di Cremona” e “Klimt”. E scusate se è poco.

Ecco perché abbiamo parlato di un taccuino ricchissimo di contatti tenuti nel corso degli anni da Marcello Parducci e che ne hanno fatto un nume tutelare di quello che era stato definito persino come “Festival della musica classica della Versilia”. Ed a questo proposito è necessario ricordare che alcuni dei nomi citati sono tornati più volte a suonare nella pieve romanica delle colline massarosesi, mentre in occasione degli 80 anni di Marcello Parducci alcuni di loro si sono esibiti gratuitamente a Pieve a Elici.

Fra Marcello Parducci e Pieve a Elici possiamo quindi dire che c’è stato un legame indissolubile che il forzato abbandono della barra di comando non ha inficiato minimamente.

Mario Pellegrini

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