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mercoledì, Dicembre 6, 2023

L’immigrazione, un’opportunità per rispondere ai bisogni della nostra economia e dei conti pubblici

Riceviamo e pubblichiamo in anteprima un articolo di Renzo Ponzecchi che analizza gli effetti dell’immigrazione sull’economia italiana. L’articolo sarà pubblicato sul prossimo numero di “Leasing Time Magazine”, il mensile di economia e finanza diretto da Gianfranco Antognoli.

Iniziare una riflessione su questi temi non è semplice, né scontato. Riporto testualmente dal Documento Economia e Finanziaria 2023 dell’attuale governo il commento ai grafici che pubblichiamo su queste pagine: “L’esercizio di sensitività proposto nella Figura mostra i risultati relativi ai due scenari alternativi e simmetrici iiia/iiib. Si osserva un impatto particolarmente rilevante, in quanto, data la struttura demografica degli immigrati che entrano in Italia, l’effetto è significativo sulla popolazione residente in età lavorativa e quindi sull’offerta di lavoro. Il rapporto debito/PIL nei due scenari alternativi a fine periodo arriva a variare rispetto allo scenario di riferimento di oltre 30 p.p”.

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Nel primo grafico si evidenzia in modo chiaro l’importanza del contributo alla nostra economia del fenomeno migratorio. Nel secondo grafico sono riportati ipotesi sulla sostenibilità del debito pubblico relativamente ad aumento della speranza di vita e alla riduzione del tasso di fertilità. Mi sembra che anche il governo abbia ben chiaro il collegamento fra immigrazione ed economia. Meno figli, più nonni.

Intervenendo al Meeting di Rimini l’ex presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo ha riportato questo dato: “Dal 1° gennaio 2014 al 31 maggio 2023 la popolazione italiana ha perso 1 milione e 561 mila residenti, cioè la somma della popolazione di Milano più Brescia”. Nel biennio 2023/2024 la spesa per le pensioni inciderà del 16,2 del PIL. Il combinato disposto “calo delle nascite/più pensionati” mette a serio rischio tutta la parte del welfare nazionale.

Bene, dopo questa breve, ma credo abbastanza chiara analisi sulla situazione a divenire, va fatta una riflessione sull’intreccio fra immigrazione, calo delle nascite e più anziani e sui nostri bisogni. Bisogni, ben evidenziati anche dal documento di DEF dove è stimata una variazione del rapporto debito/PIL di 30 punti in percentuale relativamente ad un incremento o decremento del flusso migratorio in un arco temporale di 50 anni.

Venendo alla situazione economica attuale è importante rispondere alla richiesta di manodopera in diversi settori economici. Settori come l’alberghiero, ristorazione, edilizia, agricoltura soffrono la mancanza di offerta lavorativa. Vista la crisi demografica del nostro Paese, un aumento dell’immigrazione consentirebbe inoltre un aumento della forza lavoro, che garantirebbe a sua volta maggiori entrate per lo Stato in termini di contributi versati e imposte. Il Decreto Flussi prevede l’ingresso nel nostro paese di circa 452mila lavoratori tra il 2023 e il 2025. Molti settori economici dicono che sono pochi rispetto alle attuali esigenze.

Questi i bisogni. Le opportunità devono avere una reciprocità fra immigrato e Stato con le sue regole. L’immigrato deve avere doveri e diritti. Il dovere primario è rispettare le leggi e l’etica sociale del paese che lo ospita. Dei suoi diritti, la sua regolarizzazione è un bene primario. Lo porta ad essere assunto in modo regolare, senza cadere nelle mani dei caporalati. Paga appunto le imposte e i contributi, a noi molto cari. Accede ai servizi sociali e sanitari. Ha l’opportunità di vivere una vita degna di essere vissuta. Lo Stato ha con loro l’opportunità dare sollievo ai conti pubblici. Quindi il loro bisogno primario è di avere l’opportunità di una nuova vita, lo Stato ha l’opportunità creare nuovi “italiani”.

In un mondo dove le frontiere fisiche e virtuali sono interconnesse, avere nuove donne e nuovi uomini porterà nuovo sangue alla nostra matura società. È il rispetto delle leggi il punto forte di questa nuovo tipo di società multiculturale. Solo facendo emergere dall’irregolare queste persone, che sono una potenziale grande forza lavoro, si avrà un equilibrio fra una buona economia, giuste opportunità, risposte ai bisogni, rispetto delle regole.

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