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mercoledì, Aprile 17, 2024

Transizione 4.0, arriva un nuovo onere per i crediti d’imposta: il monitoraggio e la comunicazione ex ante

Piano di Transizione 4.0: chi intende fruire del credito d’imposta dovrà comunicare ex ante i relativi importi, pena la decadenza, e dovrà farlo anche per gli investimenti già avviati. La nuova norma interessa tutte le aziende che hanno investito: vediamo questa finanza agevolata.

Nel cosiddetto decreto ‘salva conti’ del 26 marzo, il Consiglio dei ministri ha inserito il nuovo onere sui crediti di imposta. Attualmente l’accesso al credito di imposta previsto dal piano di transizione 4.0 è del tutto automatico: una volta in possesso dei requisiti previsti dalla normativa, si procede alla compensazione del credito d’imposta in F24 (in tre quote annuali). A carico dell’impresa c’è solo una comunicazione annuale ex post la cui mancanza non è stata finora oggetto di sanzioni.

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Il decreto ‘salva conti’ prevede l’introduzione di un nuovo onere a carico delle imprese che aspirano a beneficiare dell’incentivo: chi intende fruire del credito dovrà infatti comunicare preventivamente i relativi importi, pena la decadenza.

Le imprese sono tenute a comunicare preventivamente in via telematica l’ammontare complessivo degli investimenti, la presunta ripartizione negli anni del credito e la relativa fruizione che si intendono effettuare a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto legge ai fini della fruizione dei crediti di imposta 4.0:

  • per investimenti in beni strumentali;
  • per investimenti in attività di ricerca e sviluppo;
  • per attività di innovazione tecnologica finalizzate al raggiungimento di obiettivi di innovazione digitale 4.0 e di transizione ecologica.

La comunicazione dovrà essere aggiornata al completamento degli investimenti e dovrà essere effettuata anche per quelli realizzati a decorrere dal 1° gennaio 2024 fino al giorno dell’entrata in vigore del decreto. La comunicazione che si è fatta fino ad ora ex post, fungerà da aggiornamento definitivo di quella ex ante e diventa oggi necessaria per poter fruire del credito fiscale.

Per quanto riguarda gli investimenti avviati nel 2023 la normativa dispone che la comunicazione ex post diventi anch’essa obbligatoria.

Concludendo, le innovazioni procedurali di questa facilitazione sono state introdotte per monitorare e controllare  i crediti fiscali delle aziende(che costituiscono una minore entrata come del resto i bonus edilizi andati come noto fuori controllo) ma deve essere ribadito il concetto di una agevolazione che di fatto ha reso possibile ed incentivato il parco macchine dell’industria produttiva italiana che ‘doveva’ necessariamente essere più competitiva sul mercato internazionale. 

Gianfranco Antognoli

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