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mercoledì, Ottobre 5, 2022

Le otto contrade si sfidano nel Palio dei Micci dopo due anni di stop. Il programma e le novità

Mancano due giorni a uno degli eventi che più coinvolgono la Versilia: domenica 8 maggio si disputa la 65.esima edizione del Palio dei Micci, l’edizione della rinascita come l’ha definita Gianluca Ceragioli, presidente della Pro Loco di Querceta, dopo due anni di stop a causa della pandemia. Pandemia che comunque ha obbligato gli organizzatori a introdurre delle modifiche alla manifestazione, Ad esempio è stato necessario ridurre il numero dei contradaioli ammessi in campo per ciascun gruppo storico (massimo 210 figuranti per ogni contrada) e non sarà realizzato il “Tema” al centro del campo.

Come noto al Palio partecipano otto contrade della pianura quercetana, ovvero Lucertola, Ponte, Quercia, Pozzo, Leon d’Oro, Ranocchio, Madonnina e Cervia, che a dorso di asini si sfidano per conquistare il gonfalone. La manifestazione è diventata ormai una tradizione, non solo acquisendo un notevole fascino, ma anche coinvolgendo migliaia di persone sia nell’evento clou della corsa dei micci, che negli altri eventi organizzati della Pro Loco di Querceta, l’ultimo dei quali è stato la Staffetta delle contrade che ha richiamato allo stadio di Pozzi un folto pubblico.

Questo il programma di domenica. La giornata inizierà con la sfilata delle contrade che, partendo alle ore 9 da piazza Matteotti a Querceta, percorreranno il quadrilatero composto dalle vie Aurelia, Federigi, Fratelli Rosselli e Primo Maggio, per poi tornare nella piazza centrale del paese. Qui ci sarà alle 10 una novità: la rituale messa con la benedizione di micci e contrade, che non sarà tenuta quindi dentro la chiesa di S. Maria Lauretana; la officerà il parroco di Ripa, don Roberto Buratti, a causa di un’indisposizione di don Giuseppe Napolitano. Terminato il rito, si terranno dapprima la lettura dei bandi di sfida delle singole contrade, poi l’estrazione dei numeri da assegnare agli asini in gara, che fanno parte della scuderia di Angelo Oppito; l’abbinamento ai fantini avverrà in seguito, con un altro sorteggio prima della gara. L’appuntamento per sfilata e corsa è alle 16 allo stadio Buon Riposo di Pozzi, salvo rinvii causa maltempo. Le previsioni sono buone ma la Pro Loco deciderà se procedere o meno intorno alle 13 di domenica. I biglietti della tribuna sono esauriti, rimangono poltroncine (17 euro) e gradinata (15 euro). Per le prevendite occorre contattare la Pro Loco (tel. 0584-760871) dalle 16,30 alle 19, oppure consultare il sito web o la pagina Facebook dell’associazione e del Palio stesso.

Qui troviamo e riportiamo la storia e la descrizione della manifestazione. “Nato con finalità turistiche e quale corollario alla festa patronale di S. Giuseppe, col tempo si è ritagliato un ruolo tutto suo, per grandiosità di spettacolo, nel grande solco delle tradizioni storiche della Toscana ed è sicuramente la prima manifestazione di questo genere della Provincia di Lucca. La rappresentazione ricalca il clichè delle rievocazioni medievali e rinascimentali. Il pregio principale sta però nel suo carattere schiettamente popolare, posto molto bene in risalto dalla massiccia partecipazione dei contradaioli (ben oltre duemila) alla sfilata in costume storico che si svolge anche per le vie del paese, e alla corsa per la conquista dell’ambito gonfalone. La corsa ed il Palio sono da sempre considerati la “scusa per scendere in piazza”, un volta l’anno, vestiti nei panni della fantasia e della tradizione, a ripetere avvenimenti passati alla storia o più semplicemente leggende o credenze tramandate dalla voce popolare”

Inoltre “spesso, il serio si mescola a faceto. Si inventano storie e personaggi; se occorre si attribuiscono fatti inventati a personaggi realmente vissuti. Come ai Medici, per esempio, che in questi luoghi hanno lasciato trace di illuminato dominio. Nei primi anni Sessanta, lo scrittore e poeta locale, Silvano Alessandrini, che del Palio è stato il padre putativo nonché il principale animatore, inventò il personaggio di “Eriberto Bindo” detto lo Stanco. La finzione riuscì così bene che per anni gli studiosi di fatti e personaggi medievali continuarono a cercare, inutilmente, le tracce di “Eriberto” in tutti gli archivi toscani”.

“Le rappresentazioni – spiega ancora la Pro Loco – avvengono “sul campo” prima della corsa del “micci”. Lo spettacolo assume dimensioni colossali. Migliaia di personaggi in costume danno vita ad una e suggestiva parata ricca di colori, di suoni di canti e di gioia. Sfilano e si esibiscono centinaia e centinaia tra musici e sbandieratori di scuola locale. Ognuno recita “a soggetto” amplificando, se mai ce ne fosse bisogno, l’effetto generale. In tutto questo, il Palio rileva una precisa attinenza e continuità col “Maggio” lucchese. Anche questa antica forma di teatro, che ha avuto nello scrittore Enrico Pea il più appassionato estimatore, si poneva all’attenzione per le sue componenti (opera, attori e pubblico) spiccatamente popolari. Infine, il Palio dei Micci, si conclude con la corsa degli asini (appunto, i micci). Il ricorso a questo cocciuto ed imprevedibile animale era, in origine, sia la conferma dello spirito anarcoide dei versiliesi, sia la volontà di porre in ridicolo il senso di sfida”.

Per approfondimenti: https://iltirreno.gelocal.it/versilia/cronaca/2022/05/05/news/e-iniziato-il-conto-alla-rovescia-per-il-palio-della-rinascita-1.41420466

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