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mercoledì, Settembre 28, 2022

Seravezza “capitale” dell’olivicoltura. Slow Food presenta le guide all’EVO e al Quercetano. Riconoscimenti ai migliori produttori toscani

Seravezza per un giorno diventa la “capitale” dell’olivicoltura toscana. Slow Food Toscana in  collaborazione con la Condotta Slow Food  Terre Medicee Medicee e Apuane ha infatti organizzato per sabato 28 maggio un’iniziativa per presentare la nuova Guida agli Extravergini 2022 curata da Slow Food, nel corso della quale saranno premiati anche i migliori produttori toscani selezionati dall’associazione fondata da Carlo Petrini.

La manifestazione si terrà al teatro Scuderie Granducali, con inizio alle ore 10,30. Dopo i saluti delle autorità  e del fiduciario Lamberto Tosi, il giornalista Gianfranco Poma terrà un’introduzioneall’enogastronomia locale. Seguiranno gli interventi di Cristina Pellizzari in rappresentanza della Comunità Slow Food dell’olivo Quercetano, e la presentazione del nuovo dépliant illustrativo dell’olivo Quercetano  realizzato in collaborazione con il Comune di Seravezza. Successivamente Sonia Donati, responsabile regionale della Guida Slow Food, presenterà la nuova edizione. Infine saranno consegnati gli attestati ai produttori e offerto un aperitivo ai convenuti dalla Condotta Terre Medicee e Apuane.

Nel nuovo dépliant sull’olivo Quercetano sono illustrate storia e caratteristiche di questa cultivar tipica della Versilia, il cui olio “ha un aspetto limpido o leggermente velato e colore verde oliva dorato. E’ mediamente fruttato e delicato, con un giusto equilibrio tra l’amaro e il piccante, ricco di sentori che richiamano l’erba fresca tagliata e le erbe aromatiche”. Studi recenti di genetica molecolare hanno riconosciuto che l’olivo Quercetano sia una varietà distinta da tutte quelle toscane, varietà che ha la sua massima diffusione nel territorio tra Massa e Camaiore, con un picco nel Comune di Seravezza. Nel dépliant non si nascondono i problemi, quali il rischio di estinzione a causa della cementificazione del territorio e le piccole dimensioni degli uliveti che scoraggiano la raccolta delle olive: il Presidio sta quindi promuovendo una serie di iniziative a tutela della cultivar. Il dépliant ospita anche tre itinerari sul territorio di Seravezza da poter fare in bicicletta alla scoperta degli uliveti e tutte le varie parti sono dotate da QR Code per poter leggere i contenuti anche sugli smartphone.

Gli olivi quercetani (foto dal sito internet e dall’archivio di Slow Food)

Quanto alla Guida, è giunta alla sua 23esima edizione e, grazie a una rete di 125 collaboratori che “non sono solo esperti degustatori ma persone presenti sul territorio, che conoscono le aziende dall’oliveto alla bottiglia”, offre uno spaccato dell’Italia dell’olio completo e ricco di particolari. Nell’edizione 2022 sono raccontate 750 realtà tra frantoi, aziende agricole e oleifici (120 novità a testimonianza di un settore molto vivace), recensiti 1.180 oli tra gli oltre 1.500 assaggiati.

Emerge il fatto che cresce il numero delle aziende che certificano in biologico l’intera filiera (536 oli certificati) e aumentano i produttori (126 per 164 oli) che hanno aderito al Presidio Slow Food Olio extravergine italiano, il progetto che difende il valore ambientale, paesaggistico, salutistico ed economico dell’olio, che tutela oliveti antichi, cultivar autoctone e raggruppa produttori che non adoperano fertilizzanti di sintesi e diserbanti chimici.

La Guida contiene anche i tre classici riconoscimenti ai produttori: la Chiocciola, che indica le aziende (35) che si distinguono per il modo in cui interpretano i valori produttivi (organolettici, territoriali e ambientali) in sintonia con la filosofia Slow Food; il Grande Olio (72), che è attribuito agli extravergini che si sono distinti per particolari pregi dal punto di vista organolettico e perché ben rispecchiano territorio e cultivar; il Grande Olio Slow (107), che aggiunge il riconoscimento dedicato alle pratiche agronomiche sostenibili applicate. Sei i produttori apuo-versiliesi di olio Quercetano premiati da Slow Food: Cristina Ronchieri, Al Poggione, Antico Uliveto, Il Quercetano, La Mulattiera e La Stellata.

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