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mercoledì, Ottobre 5, 2022

Città senza stadio da quattro anni. Orgoglio Bianconero critica le carenze dell’impiantisca sportiva di base

Quattro anni fa, domenica 29 aprile 2018, lo stadio dei Pini-Bresciani di Viareggio ospitava la penultima partita del campionato di serie D fra i bianconeri e il Seravezza Pozzi. Nessuno si sarebbe immaginato che quell’incontro di calcio sarebbe stato l’ultimo disputato nell’impianto. Da quel giorno, niente partite del Viareggio calcio, né della Viareggio Cup. Niente di niente. Sono dunque passati 1461 giorni. Su questa vicenda interviene Guido Lombardi, presidente dell’Associazione culturale ‘Orgoglio Bianconero’.

Lo stadio dei Pini – in concessione al Viareggio 2014 fino al 30 giugno 2018 – dal 1 luglio 2018 è tornato nella gestione diretta del Comune ma non è stato più riaperto anche perché pochi giorni prima dell’inizio dell’edizione del 2019 della Viareggio Cup, la commissione comunale di vigilanza bocciò senza appello i lavori richiesti da tempo, effettuati dal Comune, per la messa in sicurezza dell’impianto. Dopo una serie di perizie e consulenze, Il Comune ha deciso di ricostruirlo ex novo, stanziando tre milioni e mezzo di euro (altrettanti arriveranno dal Pnrr), con la speranza che il cantiere possa essere aperto quanto prima e di poter riconsegnare l’impianto – anche se non completato in toto – nella primavera del 2023 per ospitare la prossima edizione della Viareggio Cup. Previsione realistica? O solo ottimistica? La dirà il tempo. Ci auguriamo che le nostre perplessità sui tempi del cronoprogramma vengano smentite perché fino ad oggi gli annunci hanno prodotto solo titoli. Lo stadio è ancora chiuso: chi ha il coraggio di entrare trova il museo degli orrori (sportivi) e l’oltraggio alla memoria del terreno da gioco, della pista e delle pedane di atletica leggera.

Come associazione culturale Orgoglio Bianconero dobbiamo però far notare che al di là del ricorrenza storica – in Italia quanti stadi in città di 60mila abitanti sono chiusi da 4 anni? – la città che dal 1949 ospita la Coppa Carnevale-Viareggio Cup, non ha sul territorio comunale un impianto pubblico dove poter ospitare una partita della manifestazione conosciuta in tutto il mondo. E anche la recente promozione del Viareggio dalla Seconda alla Prima categoria, fa emergere l’assenza nei confini comunali di un impianto in grado di ospitare quel campionato, a meno non venga utilizzato il campo privato del Marco Polo Sports Center. Vale la pena ricordare che anche la frazione di Torre del Lago non ha più il suo impianto (lo stadio Ferracci) riconvertito al rugby tanto che la squadra calcistica locale, la Torrelaghese che milita in Prima categoria (quindi nella prossima stagione ci sarà il derby con il Viareggio) gioca da anni le partite interne in esilio, prima a Bozzano e poi a Piano del Quercione.

Chi ha intenzione – noi lo abbiamo fatto – di compiere un giro su quel che rimane degli impianti sportivi pubblici presenti sul territorio comunale, non perda tempo. E poi ci faccia sapere quali sensazioni ha provato: noi, un grande imbarazzo, per la città e per quelle persone che credano ancora che il turismo sportivo sia un comparto economico importante per Viareggio. D’accordo sull’irrinunciabile intervento sullo stadio ma non sarebbe male pensare anche all’impiantistica di base. Un’ultima considerazione. Le mancanze di oggi vengono da lontano e anno dopo anno si sono sommate ad altre maturate nel tempo: quindi,  nessuno scagli la prima pietra…

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