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domenica, Settembre 25, 2022

Cna avverte: “Si rischia il blocco dell’economia”. Gli autotrasportatori in agitazione per i rincari del carburante

“La quasi totalità delle nostre 600 piccole e medie imprese dell’autotrasporto in provincia, pari a due mila addetti, è prossima al superamento della sopravvivenza; la velocità dell’aumento incontrollato del prezzo del gasolio ci sta mettendo a dura prova ed è sempre più difficili riuscire a mantenere la calma”.

E’ un vero e proprio grido di allarme quello che la categoria degli autotrasportatori Cna della provincia di Lucca lancia alla comunità. Ed è quello con cui inizia lo stato di agitazione a seguito delle assemblee che si sono tenute la scorsa settimana con le imprese del settore. Riunioni in cui è stato deciso che, nell’impossibilità da parte dell’imprese di autotrasporto di farsi carico di questi rincari, verranno aumentate le tariffe praticate verso la committenza, per non dovere sospendere il servizio che sta diventando anti economico.

“Si tratta di un problema estremamente serio – conferma Alessandro Albani, presidente provinciale Fita Cna – perché le singole aziende committenti, anch’esse alle strette con il caro energia, stanno valutando di fermare le loro linee produttive. Per questo motivo, se il nostro settore dovesse trovarsi costretto a non poter più far uscire gli automezzi dai piazzali, di colpo si fermerebbe l’economia, con scenari non più prevedibili”.

I calcoli effettuati il 17 febbraio, illustrati al Governo, indicavano un prezzo finale alla pompa di 1,708 euro al litro evidenziando un aumento del 30% rispetto al 2020. Un dato che si traduceva in un aumento di 13mila euro annui per effettuare il pieno di un camion (100 mila chilometri di percorrenza – 33mila litri all’anno).

In questi giorni, il prezzo è salito ancora a 2.006 euro al litro, con un aumento del 17% in venti giorni, per un complessivo del 47% rispetto al 2020. 

Ancor più significativo l’aumento del prezzo del metano per autotrazione, il quale, rispetto a dicembre 2021, ha registrato un incremento del 90%. Un dato che, di fatto, penalizza le imprese che hanno effettuato investimenti green, acquistando veicoli a metano.

Al rialzo dei prezzi del gasolio ai limiti dell’immaginabile, si unisce un altro elemento allarmante: la Cna Fita nazionale, a inizio marzo, ha comunicato “segnali allarmanti che evidenziano la scarsità di carburanti nel mercato”.

“Le compagnie petrolifere – continua Albani – tagliano le forniture di oltre il 50% e, a catena, tutti gli utenti finali stanno iniziando a subire conseguenti ed allarmanti ripercussioni. I tagli del prodotto colpiscono non soltanto gli autotrasportatori che adesso hanno difficoltà nella programmazione dei loro servizi, ma anche interi settori dell’economia che rischia così di rallentare ulteriormente. Ne risentono, ad esempio, tutti i comparti del trasporto persona, come Taxi, Ncc Auto e Ncc Bus. E’ una situazione critica che necessita di interventi immediati e responsabili”. 

La richiesta di Cna Fita al Governo per riuscire a sopperire a questa fase così difficile non solo per le imprese di autotrasporto, ma per tutto il Paese, è quella di “un maggiore ed immediato sforzo per contenere le difficoltà e contribuire a rassicurare gli operatori del settore”. “Nonostante il Governo abbia preso provvedimenti a favore del settore – conclude Albani -le risorse stanziate sono ancora insufficienti a contenere gli incrementi senza precedenti del carburante che si uniscono agli altri costi gestionali. A noi servono interventi strutturali come le tariffe minime, il credito, la formazione, la rottamazione delle licenze. In pratica, una misura di carattere eccezionale per compensare i pesantissimi rincari dei costi di gestione delle imprese del trasporto”.

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