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mercoledì, Ottobre 5, 2022

Omaggio a Didala, partigiana per amore. Un parco al Varignano e un seminario sulla sua figura

Domani, martedì 26 aprile, sarà il giorno del ricordo di Didala Ghilarducci, nell’ambito delle celebrazioni della Festa della Liberazione organizzate dall’Amministrazione comunale di Viareggio in collaborazione con l’Anpi e l’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Lucca.

Due i momenti in programma. Alle 11 si terrà l’inaugurazione del Giardino della Pace in memoria di Didala Ghilarducci presso i nidi d’infanzia Baloo e Grillo Parlante, quartiere Varignano. Nel pomeriggio, alle 16.30, si svolgerà nella biblioteca comunale Marconi in Palazzo delle Muse il seminario “Didala la nostra partigiana per amore”. Intervengono l’assessore comunale alla Cultura Sandra Mei; Luca Coccoli, presidente Anpi Viareggio; Riccardo Bertini, figlio di Didala; Stefano Bucciarelli Istituto della Resistenza e dell’età contemporanea di Lucca; Mimma Bondioli, Anpi Viareggio.

Didala era nata a Viareggio il 26 febbraio 1921, ed è scomparsa il 26 aprile 2012. Come si legge sui siti internet dell’Anpi nazionale e della sezione “Lombardi”, era “di famiglia umile; il padre era un marinaio che mai volle prendere la tessera del fascio”. Conosce il futuro marito – Ciro Bertini “Chittò” – mentre frequenta il Liceo delle Mantellate. Ciro era nato a Viareggio nel 1920 e frequentava il Liceo Classico “Giosuè Carducci”, dove maturò la coscienza antifascista insieme ad un gruppo di studenti, futuri protagonisti della Resistenza versiliese. Conseguita la maturità, si iscrisse all’Università di Pisa, intensificando la sua attività antifascista clandestina. Richiamato alle armi, frequentò il corso allievi ufficiali a Lucca, poi venne destinato a Nola.

Ciro e Didala si sposano nel 1942 e il 2 settembre 1943 nasce il loro unico figlio, Riccardo. Sette giorni dopo, l’indomani l’armistizio, Didala decide di seguire il marito sulle Alpi Apuane per combattere i nazifascisti. Ciro fu tra i primi partigiani versiliesi e diventò uno dei principali esponenti della formazione “Marcello Garosi”, con il nome di battaglia di Chittò, soprannome che portava fin da bambino.

Quasi un anno dopo, il 28 agosto 1944, Ciro fu ucciso sul sentiero da Chiari a Gualdo (Massarosa), durante un’azione esplorativa che stava effettuando insieme a Giancarlo Taddei, comandante della “Garosi”, e Gustavo Rontani (“Tono”). Il loro obiettivo era predisporre lo spostamento verso la piana della formazione, essendo ormai prossima l’avanzata degli Alleati in territorio vesiliese. I tre caddero però in un’imboscata tesa da una pattuglia tedesca e, non essendo armati per evitare rappresaglie verso la popolazione in caso di cattura, non poterono reagire. I tre partigiani furono accerchiati e inutile fu il tentativo di fuga per Taddei e Bertini che vennero trucidati, mentre Rontani riuscì a scappare.

Didala decise di continuare la sua attività di staffetta per il Distaccamento d’assalto Garibaldi “Marcello Garosi” e, nel dopoguerra, si impegnò attivamente sui temi della pace, della democrazia e della libertà. Dal 2003 al 2008 è stata assessore comunale. Presidente dell’Anpi provinciale di Lucca, nel 2007 ha pubblicato la sua biografia, “Partigiana per amore” (Del Bucchia Editore). Il giorno prima di morire, il 25 aprile, aveva commemorato la Liberazione a S. Anna di Stazzema. Il 24 novembre 2012, l’amministrazione cittadina le ha intitolato l’aula del consiglio comunale.

Nel dicembre 2006 è stata concessa a Ciro Bertini la Medaglia d’Argento al Merito Civile alla memoria, con questa motivazione: ”Vice comandante di un distaccamento partigiano veniva catturato in un’imboscata tesa da una pattuglia di SS e barbaramente trucidato, immolando la sua giovane vita ai più alti ideali di democrazia e di libertà”.

L’omaggio a Pietro Nieri ed Enrico Paolini (foto tratta dalla pagina Facebook dell’Anpi Viareggio)
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Intanto stamattina si sono svolte le cerimonie della Festa della Liberazione organizzate dal Comune di Viareggio con l’Anpi. Dapprima, insieme alla Lega Maestri d’Ascia e Calafati, è stato reso omaggio a Pietro Nieri ed Enrico Paolini, le prime due giovani vittime del fascismo a Viareggio nel 1921, e alle tombe dei partigiani nel cimitero comunale. Successivamente sono state deposte corone ai monumenti ai caduti a Torre del Lago, in piazza Garibaldi e infine al Monumento alla Resistenza e alla Pace in Largo Risorgimento. Sono intervenuti l’assessora Sandra Mei in rappresentanza del Comune di Viareggio, Luca Coccoli presidente sezione Viareggio dell’Anpi e Stefano Bucciarelli dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea. Il corteo era accompagnato dalle bandiere della pace realizzate dalla Crea.

Le cerimonie a Torre del Lago e in piazza Garibaldi, la bandiera della pace in Largo Risorgimento (foto tratte dalla pagina Facebook dell’Anpi Viareggio

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