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venerdì, Settembre 30, 2022

Organici tagliati, la Cgil lancia la vertenza Poste. In provincia mancano 25 portalettere e 17 sportellisti. “Serve un nuovo modello aziendale”

Poste Italiane: da un mese la Slc Cgil Toscana ha aperto in tutte le province “il conflitto di lavoro per denunciare in primis la grave carenza di personale, che in tutte le divisioni ha raggiunto livelli insostenibili per garantire un normale svolgimento delle attività in tutti i settori”. Dal 14 marzo è partita una astensione dagli straordinari e dalle prestazioni aggiuntive che durerà fino al 13 aprile.

“Protestiamo per poter garantire un servizio migliore, per condizioni di lavoro sostenibili da un punto di vista della sicurezza e della salute dei lavoratori, per la necessità di garantire gli stessi diritti a chi è assunto con contratti a tempo determinato – dice la Slc Cgil, che chiede un piano di assunzioni alla luce anche del fatto che la Toscana è una delle regioni che ha subito più tagli – . La pesante carenza di personale è inoltre causa di ricadute sui lavoratori per quanto riguarda trasferte, straordinari, ferie, formazione, oltre che di disservizi per l’utenza. Senza dimenticare le pressioni commerciali per vendere polizze o prodotti finanziari, ormai costanti per tutte le figure professionali, e le sempre più frequenti aggressioni dell’utenza agli operatori”.

Dal 2016 al 2021 in Toscana c’è stata una forte diminuzione negli organici del personale stabile in Poste: negli uffici si è passati da 4.373 dipendenti a 3.683 (meno 690 unità pari a meno 15,8%), nel comparto recapito logistica da 3.568 a 2.678 (meno 890 unità pari a meno 24,9%). In tutto, meno 1.580 tra lavoratori e lavoratrici in cinque anni. Inoltre, rispetto ai fabbisogni di personale indicati dall’azienda stessa, a febbraio 2022 mancano in totale 125 sportellisti nelle filiali toscane, di cui 17 in provincia di Lucca (dati sottostimati perché non sono disponibili su esodi volontari e presenza del personale applicato).

Per quanto riguarda i portalettere, da gennaio 2020 a gennaio 2022 l’organico di personale stabile è sceso in Toscana di 216 unità (meno 25 in provincia di Lucca). A gennaio 2022 il numero di servizi privi di copertura con personale stabile è pari a 264, mentre nel gennaio 2021 era 191 (73 titolarità perse). Di conseguenza si ricorre ai contratti a tempo: succede per una media del 21,8% in Toscana, dove mancano rispetto ai fabbisogni 157 portalettere stabili (il 17,2% in media a Lucca). “Urgono assunzioni stabili dei precari, per migliorare la qualità del lavoro e del servizio”, dice la Slc Cgil Toscana. Infine, i Centri di smistamento (a Firenze e a Pisa): a marzo 2022 l’organico stabile è di 100,5 addetti, quello previsto però è di 132, quindi l’organico stabile mancante è al 23,9%.

“La natura sociale di Poste Italiane – spiegano il coordinatore di Slc Cgil Toscana Riccardo Ferraro e il coordinatore regionale Poste Slc Cgil Graziano Benedetti – , pur essendo una società quotata in borsa, richiede, accanto ai servizi di indirizzo economico-finanziario di mercato per la clientela, quali quelle di tipo bancario, assicurativo, di telefonia e di vendita di energia, una estensione ai servizi verso la collettività. Se è infatti rilevante per gli investitori la stabilità degli utili e del titolo è altrettanto essenziale, anche economicamente, il ruolo di “casa” dei servizi pubblici, che Poste potrebbe svolgere con la sua presenza capillare sul territorio e le potenzialità che la società potrebbe sfruttare nei processi di digitalizzazione dei servizi e dell’economia”.

“Poste dovrebbe diventare un luogo di raccolta e smistamento delle istanze dei cittadini, clienti e consumatori dirette alla pubblica amministrazione e alle imprese – dichiara la Slc Cgil Toscana, che pensa a un nuovo modello di sviluppo e servizio per l’azienda -. L’ufficio postale dovrebbe anche strutturarsi infatti, sia per divenire il fulcro dello sviluppo delle potenzialità di crescita del mercato C2C come centro di raccolta e spedizione tramite Qr Code, sia come presidio per servizi dello Stato e delle istituzioni locali, sia come punto di accesso a servizi e attività organizzate di imprese e cittadini del territorio. Si apra una riflessione sul futuro del servizio, con interventi di investimento sul capitale umano che rimane la risorsa principale per ogni risultato e obiettivo da conseguire”.

“Come Slc Cgil – ha dichiarato al quotidiano La Nazione al referente provinciale Michela Benedetti – chiediamo interventi sulle difficoltà lavorative che ogni giorno ci troviamo ad affrontare attraverso l’unico investimento davvero utile, quello sul capitale umano“.

Per approfondimenti: https://www.lanazione.it/lucca/cronaca/nelle-poste-si-apre-il-conflitto-per-cgil-serve-piu-personale-1.7469533

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