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venerdì, Settembre 30, 2022

Salute mentale, l’Asl attiverà dieci équipe per seguire gli adulti con disturbi dello spettro autistico

Domani, 2 aprile, si celebra in tutto il mondo la giornata mondiale per la consapevolezza dell’autismo un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da difficoltà nella comunicazione e nelle interazioni sociali che possono influire in maniera più o meno marcata sull’autonomia quotidiana e di vita.

Se i piccoli pazienti affetti da disturbi dello spettro acustico sono seguiti dalle Unità funzionali di salute mentale infanzia e adolescenza, per quanto riguarda i pazienti in età adulta la presa in carico è più complessa.

Ecco perché l’Azienda USL Toscana nord ovest attiverà dieci équipe multiprofessionali e multidisciplinari dedicate alla cura delle persone adulte con disturbi dello spettro acustico. In ogni zona distretto sarà presente una equipe che lavorerà in continuità con quelle che già si occupano dei pazienti minori, seguendoli nell’età adulta. Le figure professionali che comporranno ogni equipe sono: psichiatra, psicologo, educatore, assistente sociale, tecnico della riabilitazione psichiatrica o terapista occupazionale.

Per formare queste figure e metterle nelle migliori condizioni per accompagnare le persone adulte con questo tipo di disturbo, l’Asl ha programmato un corso di formazione che si terrà in tre sedi differenti (Pisa, Livorno e Lido di Camaiore), rivolto a tutte e venti le équipe delle dieci zone distretto.

Oltre trenta i docenti che prenderanno la parola durante le lezioni: psichiatri, psicologi, esperti, ricercatori, medici e professori di istituzioni italiane e internazionali. 

Il comitato scientifico, che ha avuto la supervisione di Maria Luisa Scattoni (coordinatrice dell’Osservatorio nazionale autismo dell’Istituto superiore di sanità), è composto da Angelo Cerù (responsabile), Marco Bertelli, Marco Armellini, Beatrice Milianti, Maria Stella Aloisi, Cristina Casella, Simone Signori, Milena Gemignani, Rita Scarselli, Alessandro Nassimbeni, Eluisa Lo Presti, Sandra Biasci.

“Il progetto nasce dalla necessità di sviluppare una rete di servizi per la cura e l’accompagnamento delle persone con disturbi dello spettro autistico, nei percorsi di vita sin dalla prima diagnosi – spiega Angelo Cerù, psichiatra, direttore dell’Area Salute mentale adulti dell’Asl Toscana nord ovest – come prevedono linee guida nazionali e le linee di indirizzo della Regione Toscana. La piena applicazione di queste indicazioni richiede soprattutto un impegno rivolto agli adulti, per colmare la lacuna che generalmente, per motivi storici e evoluzione delle conoscenze, è presente nei servizi sanitari e sociali italiani. Per le persone con problemi di salute mentale il periodo di passaggio all’età adulta è critico. La letteratura scientifica ha rilevato che meno di un adolescente su sei seguiti dai servizi di salute mentale infanzia e adolescenza accede poi ai servizi di salute mentale adulti, determinando un costo sociale dieci volte superiore nella loro gestione”.

“In gran parte parte dell’Italia i servizi di salute mentale degli adulti dedicano in genere una quantità molto limitata di risorse alle persone con disturbi dello spettro autistico – dice Maria Stella Aloisi, psicologa dell’Asl Toscana nord ovest e componente tavolo autismo Regione Toscana – . Ad esempio nella Zona distretto Pisana il team multiprofessionale dedicato alle persone adulte con autismo è già operativo da febbraio. Attualmente sono in carico al team 79 utenti, per i quali sono già stati attivati da tempo i progetti di vita individuali, strutturati in base alle aspirazioni, le potenzialità e i talenti di ciascuno. Per citare soltanto i progetti più innovativi, attualmente possiamo contare sull’attivazione di 14 stage presso aziende della zona per altrettanti giovani, dopo un percorso di orientamento e di formazione che ha coinvolto 17 giovani e adulti con autismo. Di altrettanto rilievo sono i dati inerenti al lavoro svolto sull’implementazione delle autonomie che vede, ad oggi, partecipare sei giovani utenti ad attività che potranno supportare le loro competenze verso una vita autonoma e la progressiva conquista di un’indipendenza”.

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