Lecciona: protocollo e forzature politiche

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Manifestazione del 4 settembre 2021

La Lecciona nei mesi scorsi è stata oggetto di scontri e contrapposizioni, da una parte l’amministrazione che con un atto di indirizzo ha cercato di imporre il passaggio della ciclovia tirrenica nella riserva naturale, dall’altra i comitati e le associazioni che hanno da subito chiesto il rispetto della pianificazione vigente del Parco, con il passaggio lungo il viale dei tigli.
Ma facciamo un passo indietro e proviamo a rileggerci il protocollo d’intesa per la Ciclovia Tirrenica firmato tra le regioni Liguria, Toscana e Lazio nel, diciamo lontano aprile 2019, in epoca precovid.
La regione capofila intanto è la Toscana e questa non è cosa da poco. Non si fa, per il tracciato, esplicito riferimento ad una preferenza ad aree all’interno dei parchi, tutt’altro si parla di aree a margine e da riqualificare, quindi normate secondo gli strumenti urbanistici degli enti stessi.
Si fa richiamo all’accessibilità del patrimonio diffuso, quello storico artistico mettendo questa in condizione di migliorarne la fruizione pubblica, avvalorando così l’ipotesi del Viale dei Tigli all’interno della Tenuta Borbone.
Poi, cosa non da poco, è esplicitata la promozione di nuova occupazione, posti di lavoro e nuove attivita imprenditoriali e qua la cosa si fa complicata per l’assurda proposta dell’amministrazione comunale di Viareggio in quanto, la zona suddetta è da considerarsi come riserva naturale, quindi da tutelare.
Inoltre si sofferma sul rilancio, da intendersi come aree che necessitino di rivalutazione, di riqualificazione non di territori sottoposti a tutela. Cosa anche questa di estrema importanza.
Oltre ciò, il riferimento al decreto 557 del 1999 rende chiaro su come si costruiscono le ciclovie, vere e proprie “autostrade” delle biciclette, quindi: non potrebbero essere inferiori ai 2,5 metri, poi ci sono griglie, cordoli, luci, fondo regolare, segnaletica attraversamenti e percorsi pedonali, insomma una vera e propria urbanizzazione di un’area che di protetto e di tutela se ne perderebbero anche le più lontane tracce.
Ovviamente tutte queste premesse sono parte integrante del protocollo.
A seguito, c’è tutto uno specifico iter burocratico che vede ministeri e regioni come capofila per finanziamenti e tavoli tecnici su cui non sto a dilungarmi per evidenti e ragionevoli motivazioni imposte dalla comunicazione veloce in rete.
Ma la cosa veramente importante, sempre nel protocollo è il punto h) dell’articolo 6, quindi il “porre in essere ogni azione utile” al fine di coinvolgere i comitati le associazioni, mediante atti e protocolli stabiliti dalle vigenti disposizioni… e qua crolla tutto l’assunto dell’amministrazione, in quanto ha rifiutato qualsiasi confronto con i cittadini, portando come risultato circa 2.000 persone in strada a manifestare contro un progetto, che oltre ad essere impossibile da realizzare ha tutti i presupposti sbagliati per come è stato affrontato l’argomento.
Infine la modifica costituzionale con la legge 1 del 2022, che va ad integrare gli articoli 9 e 41 della Costituzione, quindi: “la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni” e in materia di iniziativa economica privata, la norma esistente viene integrata prevedendo che tale attività non possa svolgersi in modo da recare danno alla salute e all’ambiente. Oltre a modi e forme di tutela degli animali, rimandata al legislatore in tempi celeri ed anche qua alla Lecciona, sappiamo quante specie ci sono in via d’estinzione.
Restano le considerazioni su due cardini della buona amministrazione: autorevolezza e competenza… e qua, confrontando lo stato delle cose, non possiamo che attendere gli sviluppi di una crisi amministrativa che rimetterà tutto in discussione, ripartendo, finalmente dalla partecipazione dei cittadini alle scelte e al rispetto delle normative.
Quindi senza forzature, rimettendo al centro l’ambiente, la ciclovia tirrenica, utilissima, potrà trovare la sua effettiva realizzazione sul viale dei tigli come previsto dal Parco.

Mobilitazione estate 2021, foto di Claudio Grandi

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